Il (contro) senso della vita

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Profondissima lirica dal sapore di una soft opera catartica, una liberazione dell'anima mediante la rievocazione di eventi traumatici. Opera con spiccata originalità del comporre.
Vi sono vecchi autori (quale io sono) che fossilizzatisi sulle loro piccole conoscenze e privi del giovanile entusiasmo verso la ricerca scrivono poesia o pseudopoesia per il mero piacere di farlo... oppure perché insofferenti alle serate al bar. Il Tropiano, che da molto tempo seguo e leggo, è certo un giovane autore donato di grandi capacità tecniche che se ben indirizzato potrebbe produrre quella "differenza" che distingue il poeta popolare dal poeta lirico. Eppure ahimè, a volte si lascia andare a scritti che non appartengono e non potranno mai appartenere a quel particolar narrare chiamato poesia. Di tutto questo l'assurdo che sgomenta è che Michele scrive poesia lirica per poi consapevolmente alternarla a inclassificabili scritti
Tutti,... più o meno, abbiamo avuto un trauma fisico o psichico nella vita, ma errare humanus est, le virtù e gli errori sono opere uguali, perché portano seco volontà e sofferenza, ci aiutano a crescere.

