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Sociale 10 novembre 2011 · lettura 1 min · 783 letture

O bella Italia

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Gino Ragusa Di Romano 28 poesie pubblicate
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Straniero mi sento nel tuo grembo, sono sempre in procinto di salpare per respirare la libertà e la luce. Il vento, però, non spira in poppa ed io attendo, mirando l'orizzonte. Come l'uccello, cui fur tagliate l'ali, non può spiccare il suo leggero volo, nell'azzurro cielo, dove quiete regna; così io resto nella vecchia tana, dove l'ombra è sempre più profonda, dove politica è demagogia immonda, dove a mortorio suona la campana. Qui mi sento un verme, che si nutre del frutto marcio, nel qual fu generato, dentro il quale vive ed a forza alberga.
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Da "Accenti d'amore e di sdegno" Pellegrini Editore - Cosenza 2004

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L'autore
Gino Ragusa Di Romano

Nacqui il 26 giugno 1943 a Pietraperzia, dove vivo. La mia famiglia m’impartì un’educazione spartana ed io ne condivisi gli insegnamenti, facendo degli stessi la mia norma di vita. Padre di quattro figli, col valido e costante aiuto della mia consorte, signora Maristella Calabrese, insegnante nelle scuole elementari, e

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Commenti (1)

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carla vercelli11 novembre 2011

Un quadro di estraneità, immobilismo, demagogia e parassitismo in cui è facile riconoscere e cittadini e governanti. Molto ben scritta, uso piacevole e non condizionato delle rime, contenuto amaro e pungente.