sono pronto
Mi spoglio del mio vivere triste e solitario,
non voglio disturbare il vivere del mondo,
cerco pace e non stridi, di quelli ne odo ancor l’eco.
Mi sveglio e l’onda m’assale, un turbinio
di tristi pensieri offusca, fin da ora,
il mio triste e incerto risveglio.
Sono solo tra le genti, chi sa chi sono?
Chi conosce il nome della mia anima?
Sorrido a chi mi guarda, ma non mi vede,
par ascoltare le mie parole, ma non le sente.
Sfioro il suo quieto vivere ed è già via.
Solo tra la folla, mi nascondo dietro il
non esserci mai stato.
Controvoglia qui sono giunto per distrazione
Ed ora pago, il mio non dover nascere,
ma rimaner anima inquieta, in attesa del suo giorno.
Quindi morte, ascolta il mio pensiero,
giungi senza indugiare ch’io sono pronto.
Non ho fretta, s’intenda, ma se fosse,
non mi troverai impreparato o assente.
©
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Commenti (1)
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Ferny Max Curzio25 novembre 2006
Fila come 1 piccolo panfilo, elegante sicuro. 1 pò furbetta, x quanto forse sofferta, l'apostrofe alla morte... Tutto il brano è ricco di suggestioni forti riferimenti a 1 certo mal del vivere, x cui si desideri l'annullamento. Il testo è ineccepibile nell'aspetto formale, direi quasi da antologia, ma devo rimproverar l'A. xké è giovane deve solo pensare a regalarci molte altre poesie, di ottimismo xò... x carità! .
