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Sociale 11 novembre 2011 · lettura 2 min · 907 letture

Ai Profughi

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Gino Ragusa Di Romano 28 poesie pubblicate
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I mali obliare non posso e le immagini che la guerra produce, anche quando su un letto d'amore una donna mi culla i pensieri. La tragedia mi turba la mente, quei volti mi fissano gli occhi e nel silenzio gridano forte la sofferenza taciuta ogni dì. Le mie labbra non dicono niente, ma il mio cuore soffre per voi. Io veglio in un letto di spine, o fratelli senza patria e calor. Da piccolo avevo un pulcino, che morì per l'errore d'un uomo, tra le braccia e nel cuore lo cullo, ancor oggi non è un vecchio ricordo; il suo sguardo mi è sempre presente, lì io lessi la pura tristezza di chi muore e parole non ha. I vostri visi blandire vorrei, o fratelli che il focolare lasciate, reietti a forza dall'esser bestiale, che nell'insana sua mente sol pensa d'asservir la gente che lena non ha e su di essa poi far piedistallo per sostenere il potere da infame. Nel mio cuore trovate l'asilo per placare la sete e la fame, dove c'è un giaciglio sicuro per sentire, benché desolati, il calore di chi rispetta il fratello, di chi soccorre l'ignaro viandante, che del sentiero la traccia smarrì. La vostra croce è anche la mia, pur se vivo nella terra natìa. Quando il vinto soccomberà al vincitore, il vincitore avrà la croce del vinto e la campana avrà sempre a mortorio il rintocco, che fine non ha. O signori della stupida guerra, che guardate il dito e non la luna, anche ai deboli appartiene la terra e vivere in pace vi accomuna.
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La poesia è tratta dal mio libro "Accenti d'amore e di sdegno" - Pellegrini Editore - Cosenza 2004

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L'autore
Gino Ragusa Di Romano

Nacqui il 26 giugno 1943 a Pietraperzia, dove vivo. La mia famiglia m’impartì un’educazione spartana ed io ne condivisi gli insegnamenti, facendo degli stessi la mia norma di vita. Padre di quattro figli, col valido e costante aiuto della mia consorte, signora Maristella Calabrese, insegnante nelle scuole elementari, e

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Commenti (1)

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Giulia Gabbia11 novembre 2011

Hai toccato una piaga che lascia riflettere ... ben stilata è la tua opera ... complimenti