Abbiette Conquiste
Nicolò Tevere
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Cibar si vuole l'uomo sopra rive
di impeti fiumi, che sussurrar meraviglie
vorrebbero inermi, ma che
forzato è il limitar, da mano d'egli.
Fiotti tra rocce,
pontili e viuzze
cercano invano
passate conquiste,
rubati da azioni
di ingenui servili,
danarose menti
di abbietti successi.
Vanitose conquiste oscurar vorrebbero
preziosa natura,
ma di ossigeno il vile,
non sa che fare.
Lamentoso quindi è il suo far,
che il riconquistar del creato lo spazio,
accompagna strazio e dolor,
a chi innocente rese giusto l'oltraggio,
ma non di natura è l'altrui arroganza,
che se l'umano sapesse l'eccesso,
di natura sarebbe compagno.
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