Evasione
Immediatamente dopo
aver mandato a quel paese
l’ennesima donna
della mia vita
ho provato l’emozione
del carcerato dopo l’evasione,
dapprima, forse smarrimento,
poi subito dopo un primo momento,
ho pensato sorridendo
alla sua espressione quando
rientrando, a chissà che ora
dopo esser stata chissà dove,
ha trovato sul tavolo della cucina
il mio addio in bella mostra.
Voleva punirmi, ella,
per peccati che non commisi
l’ho anticipata e… tanti sorrisi.
Per tre anni ho vissuto
libero dall’orologio
le mie scelte personali
la bellezza di ubriacarmi,
così, per passione,
rientrare a casa e ritrovare
solo la mia poltrona,
se riuscivo a stare in piedi
miracolosamente mi specchiavo sorridendo
riponendo distrattamente
cappotto o giacca
su quel che rimaneva
di un aristocratico attaccapanni,
altrimenti finivo direttamente a letto
vestito e con le scarpe.
Si, ho vissuto uomo libero
fuori dalla mandria,
ho avuto donne e vino
tabacco e buon cibo,
nemmeno mi sognavo
che in uno stupido momento
si richiudesse la porta della cella
niente più donne degli altri
niente più notti chissà dove
senza meta né conoscenza,
forse ho perso di nuovo
forse ci sarà un altro
piano d’evasione,
già mi immagino
la sua espressione…
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!