Figli di un dio minore
Lena Orfeo
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Son gli eterni bambini
conficcati dalla sorte in un corpo qualunque,
gettati nel tempo senza un disegno, né un destino.
Sono i figli di un dio minore,
quelli che nessuno vuole, quelli che fanno
ma che fanno male,
quelli che sanno di non potersi bastare.
Qui non c'è spazio per loro ...
Non c'è tempo per nessuno
figuriamoci per gli "idioti "!
Qui tutto fugge, tutto corre...
Corrono le coscienze, le infamie, i malumori...
Corrono le puttane nei loro fronzoli esistenziali,
cortigiani pieni di bava incapaci di sognare.
Loro, gli "idioti", non corrono...
loro si riposano,
han tutto il tempo che gli altri non osano.
Vedono mondi più reali di quelli veri,
particelle ignorate dai comuni mortali:
un filo d'erba, un tramonto di fuoco,
lacrime cristalline, sorrisi infantili,
mani che son mani, volti che son volti...
Loro sì che son vivi...
Son gli altri che son morti ...
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L'autore
Lena Orfeo
Commenti (3)
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Shelly Nicole Del Santo16 novembre 2011
La loro ingenuità e la loro incoscienza li rendono più vivi e reali dei comuni mortali. Loro, gli emarginati( per chi ci crede) sono i Prescelti proprio perché sono come bambini. Poesia interessante e molto bella nel significato e nella costruzione dei versi
Alessio Falaschi16 novembre 2011
all'autore consiglio la visione di IDIOTI di lars von trier... al di là del buonismo
rosanna gazzaniga17 febbraio 2012
Una lirica in versi toccanti che ben descrive il paradosso evidenziato nella chiusa. I figli del dio maggiore non riescono a godere di ogni filo d'erba, di ogni emozione. Mentre per i semplici, la sensibilità arriva davvero alle stelle, ma anche per le cose ingrate. Tutti i figli di Dio portano la loro croce, i semplici più degli altri.



