L'attrice innamorata
Raffyka Danse Macabre
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Giulietta, un nome troppo effimero
neve che si mescola al fango nel gelo
caduta, come un angelo ribelle
dopo essere stato cacciato dal cielo
Giulietta, un nome troppo effimero
parole e memorie mai vissute
recitava sotto artefatte stelle
attrice di tragedie sconosciute
Romeo, dolce effimero spasimante
cantava un amore senza confini
e le parole divennero sì dolci
da sembrare vere e a lei affini
Romeo, dolce effimero spasimante
messo in scena è il suo abbraccio
e nei suoi occhi languidi scorci
di passione si stringono in un bacio
e il testo agghindato
diventava emozione
e lei vide il sentimento
in frasi di finzione
L'attrice forse amava il suo Romeo
e l'immaginazione si confuse
col reale, e nelle battute intravide
la verità che sì tanto la illuse
L'attrice amava solo il suo Romeo
e viveva per la sua recitazione
cui l'innamoramento condivide
ma in lei palpita l'improvvisazione
un mirabile inganno
o una celata realtà?
Dell'incertezza perenne
ne soffrì la crudeltà
©
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L'autore
Raffyka Danse Macabre
nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in
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