Regina di cuori e d'angosce

Ho visto il tuo corpo,
stamane, sulla battigia,
ed io c’ero su quella spiaggia
tanto affollata
per una giornata così grigia.
D’un tratto, ho ansimato
come per un’immane fatica,
ed ho gioito per quel corpo
tanto bello, ed ho sofferto,
perché quel corpo è come il richiamo
d’un porto amico, d’un sicuro ostello.
Celato alle mie pupille veggenti
d’amore e d’ossessione nelle notti insonni,
esso è stato amato, disiato,
posseduto, concupito.
Quanto desiderio s’è spento
sul tuo ventre d’inquieta adolescente,
quanti baci hanno indurito
i tuoi seni procaci
e le tue morbide labbra
profumar l’etere
di sublimi tenerezze!
Ed ora, regina del mio cuore
e delle mie angosce,
trasforma le tue braccia
come elastiche fasce,
a serrare la mia stupita fantasia,
a stornare il seme della mia follia.
©
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