Vagabondo

*
M'invischia questo nero
inchiostro denso che tacita la mente
flessa negli angoli del cuore
è un muro antico
che mai vide finestre
e indifferente
è l'ombra che dipinge questa notte
indietro non c'è niente
se non l'eco infreddolita dei mie passi
che anelano l'odor di focolare
niente
che scaldi le mie dita paonazze
dai roghi del ghiacciaio che attraverso
spinta dal vento del destino
un cerino spento dopo l'altro
a farmi luce
tra i rovi di ricordi rugginosi
vagabondo
spargendo briciole di sale dalle ciglia
immaginando
ritratti d'una vita mai vissuta
bevo il disgelo di quest'alba appena nata
qui, lontano
nei palmi delle mani
mentre un sorriso illumina l'oscuro
*
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
Commenti (1)
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Rita Stanzione19 novembre 2011
Bella la costruzione, profonda la poesia. Apprezzata molto, complimenti all'autrice.

