Venerdì Santo in Pietraperzia
Esce il mio Signore
col bianco manto:
è giorno di dolore,
è il venerdì santo.
Nell’aere si leva un canto,
ma più che canto
quella nenia è pianto.
Sì, è pianto!
E’ il pianto di chi in croce
inchiodò un innocente,
che, silente o sottovoce,
patì abominevolmente
le esecrande pene
come un malfattore,
mentre, come si conviene,
fu esempio di vero amore.
Preci e lodi a Gesù
cantan le tristi folle
e chi l’invoca più su
le mani al cielo estolle.
Lodiamo Cristo sui monti e sui piani,
quando siamo in basso o sulle cime;
preghiamolo e da veri cristiani
imitiamo l’uomo di virtù sublime.
Cantate laudi anche voi, bambini!
La nostra voce arrivi alle stelle,
dell’universo tocchi i suoi confini,
perché si spargano ovunque le novelle.
Non a morto, campane, suonate!
Col pentimento svanisce anche il lutto,
del bene oggi Cristo ci dà l’usufrutto,
oggi è giorno di festa, campane, suonate!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
G
Tutte le opere →
L'autore
Gino Ragusa Di Romano
Nacqui il 26 giugno 1943 a Pietraperzia, dove vivo. La mia famiglia m’impartì un’educazione spartana ed io ne condivisi gli insegnamenti, facendo degli stessi la mia norma di vita. Padre di quattro figli, col valido e costante aiuto della mia consorte, signora Maristella Calabrese, insegnante nelle scuole elementari, e
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!