Un sì d'inverno sull’orlo d’amore
All’osteria l’insegna è spenta con gli occhi in prigione
per quel peso alla fragilità che parla ad un bicchiere.
Al margine aspetta e assonna il sole per via di tetti
e lascia gli amici senza nome a bere a spintoni.
Nel fango sgocciola al rito sulla guancia di vetro.
Poi morde le labbra ad affinarle le unghie.
Un sì d'inverno sull’orlo d’amore asperso
alla bocca da estate che s’accoglie.
O mai.
©
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