Fantasticherie d'un tempo ozioso

E’ un mare di languide sirene
quel ch’io ammiro dalla mia finestra.
Una carezzevole onda
ridesta la mia fantasia
e mirabolanti avventure
scuotono l’apatia
della scialba esistenza
che mi circonda.
Fuggirò con lieve balzo,
per ricader sul legno
che, da impavido corsaro,
ventimila leghe d’acqua
frapporrà al mio presente.
Il grande oceano e i sette mari del sud
saranno l’aspro sentiero che batterò
ed il mio veliero accosterò
presso isole eterne di selvaggia bellezza.
Scanserò gli artigli
che orride murene protenderanno
per afferrarmi, approderò
su spiagge di purissima sabbia,
caduta coi raggi d’oro
del sole sorgente e che,
al calar della notte,
la magica luna riporrà nel suo grembo
come un pegno d’amore.
Al sito che vede spuntar la vita
volgerò il mio sguardo
e là incontrerò colei
che sempre avrà l’imperio sul mio cuore.
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Commenti (1)
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alessio carlini21 novembre 2011
molto bella... poesia che ricama l'animo... coinvolgente grazie ad uno stile molto elegante...
