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Amore 22 novembre 2011 · lettura 1 min · 7217 letture

La Fenice Plastificante

EnzoL 618 poesie pubblicate
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è sulle arsure di questo amore che scuoce che risorgono le ceneri della fenice scuote ali di polvere, granelli passati sorrisi che crollano su pavimenti antichi si scrolla e riapre il petto alle urla ormai andate violento echeggiare su lampioni dimenticati in quegli scorci e fiumi stradali dove imperlava teste solitarie nell'alloro della dimenticanza tu -rapace mistico- che voli su tetti emozionali arpionando con zampe d'ossa probabilità nella melma del ricordo sbrani tesori per ricucire gelsomini plastificati preziosi fiori finti sparsi sulle orme da tracciare nella più completa -asintomatica- reale solitudine
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L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (15)

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Aldo Bilato22 novembre 2011

perfetta!...non c'è una sbavatura... ritmo impresso ai versi, d'impressionante levatura... vorrei sempre leggerti (e legger chiunque) così!

Patrizia Ensoli22 novembre 2011

Come dice l'autore precedente, bravo, perfetta, arriva e trasmette rabbia e rassegnazione... Sei un direttissimo, complimenti!!

Elena Poldan22 novembre 2011

Testo forte che esprime attraverso il levarsi in volo... con la sontuosa apertura alare dell'araba fenice... risorta dalle ceneri, lo scrollarsi di dosso il finto per poi, alla fine ad esso tornare e, quindi... alla solitudine. Questa la mia interpretazione.

Rossi Alessio22 novembre 2011

In questa bella e forte poesia mi pare di percepire che la fenice, splendido animale mitologico a me molto caro, risorga dalle ceneri di un amore finito per poi sorvolare i cieli di un nuova solitudine (mia personalissima interpretazione). Ottimo il ritmo e la stesura, piaciuta

Silvia De Angelis22 novembre 2011

Un voler reagire con forza a pene d'amore, ma nonostante tutto, ritrovarsi in attimi crudi e pieni di solitudine che sa annientare le pieghe dell'anima... Versi apprezzati

h
hy ju22 novembre 2011

Tutto mi piace di questa poesia: lo sprint del velocista, la rapidità delle fiamme che divampano e si propagano in un attimo, i verbi, che descrivono azioni di ripresa e di rinascita. Più di tutto, il verso finale: ...una chiusura spiazzante.

C

leggo in questa poesia un tentativo estremo di salvare un amore, è benché il sentimento sia eterno come eterna è l'araba fenice, che risorge dalle proprie ceneri, oramai c si constata che l'affetto nel rapporto ha perso il primario vigore, molto intensa, notevole

Annamaria Barone22 novembre 2011

non può che essere solitario il volo della fenice, dopo il fuoco, la distruzione, i graffi e le urla, non può che spaziare beandosi della forza ritrovata e della vita che scorre potente irradiandosi per tutta l'apertura alare, perché quella rinascita non è che nostra, della nostra anima, delle nostre vene, del nostro feroce urlo di vita! Poi planerà, e tornerà nel mondo, a sbranare tesori per ricucire gelsomini plastificati, ma non subito, la libertà è una droga che va assimilata lentamente, assaporata nel silenzio, goduta puntando in alto, verso il sole.

S
Sadness22 novembre 2011

Un testo che coinvolge, sia per l'immagine elegante del soggetto sia per la forma e la metrica, davvero perfetta dove non scompare mai la solita grinta dell'autore, piaciuta ... senz'altro

P
Paolo Morganti22 novembre 2011

Mitico poeta dall'idea dell'araba fenice traccia una poesia assolutamente meravigliosa bella da leggere trattenendo il respiro tanto è incalzante e incisiva la stesura dei versi e delle parole sempre messe in bella mostra dall'autore che offre un'originale testo da consumare avidamente. bravo big.

Clara Gismondi22 novembre 2011

Voli su tetti emozionali... La poesia vola sì ...e anche chi legge può divagare... finché nel finale... ci si ritrova ...in solitudine " asintomatica" Geniale!

DonnaFPgreeneyed23 novembre 2011

Un'immagine della Fenice che trovo vivida, molto realistica. E non sia, che il "rapace mistico" si perda nella melma del ricordo, sbranando tesori per riciclare finti gelsomini, assediata da solitudine. La Fenice teoricamente dovrebbe rinascere a nuova vita, rinvigorita. Te lo auguro e pure alla Fenice. Argomento che ho già trattato e che m'affascina. Molto apprezzata.

Caterina Zappia23 novembre 2011

Una solitudine che colora con prepotenza questi versi intensi e magistrali! un vero incanto! Complimenti poeta!

f
filiberto23 novembre 2011

Versi di lunghezza e risonanza eccezionali: lunghezza non nel senso delle sillabe, ma lunghezza dell'onda delle emozioni che questi versi suscitano. Poeta sempre più bravo. Fiocco e segnalata.

Rita Stanzione23 novembre 2011

Bellissima interpretazione, tono deciso e stile... e ritmo... da applausi!