La Fenice Plastificante

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
Commenti (15)
perfetta!...non c'è una sbavatura... ritmo impresso ai versi, d'impressionante levatura... vorrei sempre leggerti (e legger chiunque) così!
Come dice l'autore precedente, bravo, perfetta, arriva e trasmette rabbia e rassegnazione... Sei un direttissimo, complimenti!!
Testo forte che esprime attraverso il levarsi in volo... con la sontuosa apertura alare dell'araba fenice... risorta dalle ceneri, lo scrollarsi di dosso il finto per poi, alla fine ad esso tornare e, quindi... alla solitudine. Questa la mia interpretazione.
In questa bella e forte poesia mi pare di percepire che la fenice, splendido animale mitologico a me molto caro, risorga dalle ceneri di un amore finito per poi sorvolare i cieli di un nuova solitudine (mia personalissima interpretazione). Ottimo il ritmo e la stesura, piaciuta
Un voler reagire con forza a pene d'amore, ma nonostante tutto, ritrovarsi in attimi crudi e pieni di solitudine che sa annientare le pieghe dell'anima... Versi apprezzati
Tutto mi piace di questa poesia: lo sprint del velocista, la rapidità delle fiamme che divampano e si propagano in un attimo, i verbi, che descrivono azioni di ripresa e di rinascita. Più di tutto, il verso finale: ...una chiusura spiazzante.
leggo in questa poesia un tentativo estremo di salvare un amore, è benché il sentimento sia eterno come eterna è l'araba fenice, che risorge dalle proprie ceneri, oramai c si constata che l'affetto nel rapporto ha perso il primario vigore, molto intensa, notevole
non può che essere solitario il volo della fenice, dopo il fuoco, la distruzione, i graffi e le urla, non può che spaziare beandosi della forza ritrovata e della vita che scorre potente irradiandosi per tutta l'apertura alare, perché quella rinascita non è che nostra, della nostra anima, delle nostre vene, del nostro feroce urlo di vita! Poi planerà, e tornerà nel mondo, a sbranare tesori per ricucire gelsomini plastificati, ma non subito, la libertà è una droga che va assimilata lentamente, assaporata nel silenzio, goduta puntando in alto, verso il sole.
Un testo che coinvolge, sia per l'immagine elegante del soggetto sia per la forma e la metrica, davvero perfetta dove non scompare mai la solita grinta dell'autore, piaciuta ... senz'altro
Mitico poeta dall'idea dell'araba fenice traccia una poesia assolutamente meravigliosa bella da leggere trattenendo il respiro tanto è incalzante e incisiva la stesura dei versi e delle parole sempre messe in bella mostra dall'autore che offre un'originale testo da consumare avidamente. bravo big.
Voli su tetti emozionali... La poesia vola sì ...e anche chi legge può divagare... finché nel finale... ci si ritrova ...in solitudine " asintomatica" Geniale!
Un'immagine della Fenice che trovo vivida, molto realistica. E non sia, che il "rapace mistico" si perda nella melma del ricordo, sbranando tesori per riciclare finti gelsomini, assediata da solitudine. La Fenice teoricamente dovrebbe rinascere a nuova vita, rinvigorita. Te lo auguro e pure alla Fenice. Argomento che ho già trattato e che m'affascina. Molto apprezzata.
Una solitudine che colora con prepotenza questi versi intensi e magistrali! un vero incanto! Complimenti poeta!
Versi di lunghezza e risonanza eccezionali: lunghezza non nel senso delle sillabe, ma lunghezza dell'onda delle emozioni che questi versi suscitano. Poeta sempre più bravo. Fiocco e segnalata.
Bellissima interpretazione, tono deciso e stile... e ritmo... da applausi!










