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Cronaca 24 novembre 2011 · lettura 1 min · 2030 letture

23 novembre 1980

Alessandro Spirito 94 poesie pubblicate
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È domenica di festa e di pace fino un momento prima. Nessuno s’aspettava che il turbine ruggente rapisse tanta vita. Attimi interminabili sconvolsero l’umano. Grida pianti dolore… Poi nulla. La morte quella notte fu regina. L’uomo era lì impotente di fronte a tanta ira. Guardava muto chiedeva perché ma non vedeva. Là sotto la fredda polvere di pietra speranze ed illusioni sorrisi e lacrime radici sradicate da noi stessi giacciono per sempre. Mai s’è sofferto tanto. Scolpiti nelle menti disperati e muti volti di tanta povera gente che non ebbe il tempo di pregare o di piangere. Ora occhi scuri solcati da lacrime rivedono il passato distruggere il presente. Mentre echi di tristezza dell’amara e contorta terra salgono dal popolo più vero pur composto nel suo dolore antico. E il tempo non cancella tanto vuoto nel cuore tante ombre dalla vita.
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Questa poesia fu scritta da un Alessandro adolescente, pochi giorni dopo il sisma. Ero a casa dei nonni e per poco il palazzo non crollò. Le luci si spensero e le pareti parevano accartocciarsi su se stesse. Solo un grido nel buio; mia madre che implorava "Mio Dio aiutaci!" Avevo 16 anni e stavo guardando la luna con il nuovo cannocchiale di mio zio. Con questo scritto volevo ricordare le vittime del sisma, un evento che ha segnato anche la mia vita di uomo. Sono passati 31 anni e il dolore è ancora vivo.

L'autore
Alessandro Spirito
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Commenti (3)

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Shelly Nicole Del Santo24 novembre 2011

e coraggioso quell'Alessandro di tanti anni fa, un adolescente che con il dolore nel cuore ebbe la forza di essere poeta. Oggi come allora ricorda vivamente La tragedia. Vivo nella provincia di Caserta e anch'io ogni 23 novembre ricordo il panico e le urla di tutti noi che scappavamo, dove non lo sapevamo neanche... complimenti è una poesia bella ed emozionante

Giulia Gabbia24 novembre 2011

con amarezza nel cuore leggo quest'opera ... che lascia segni di dolore e sofferenza in un passato difficile da dimenticare... un'opera emozionante degna di un grande poeta... complimenti

elena rapisa24 novembre 2011

colpisce nel profondo questo dolore che non potrà mai cancellarsi dal cuore e dalla mente di un giovane Alessandro. Versi nei quali rivive una catastrofe che ho vissuto nei racconti di mio marito del Genio Alpini di Bolzano che fu tra i primi con i suoi soldati a portar soccorso e che per 8 mesi visse tra loro dividendo dolore e paura.