La mia eguale
Denny Millanti
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tu... mia schiava, da sovrana... amami
come la fame della preda, golosa
è la sua paura e l'avidità
dell'ansia, è la morte
eternamente... tu
in questa malsana notte,
piovimi, una sol goccia di follia
e da quelle puttane mammelle,
droga il mio purgatorio senza tempo,
nel piacere della sofferenza
e nel godère dell'inganno
tu e solo tu, degli inferi del bene, regina
dammi la coda e come laccio al collo, ti seguirò
fulmino il nerbo sulla bianca schiena,
e al mio passo, di rabbia devota
finirai il cammino, gridando
con voce d'estinto ricordo, animale:
"sono io l'unica, la santa meretrice,
di Maddalena primigenia
l'indissolubile stirpe,
mio signore, la tua eguale
...per servirti, o mio Re!"
«Io ti adoro Bella, e credi che quando mi morirò,
né figli, né stato, né amici, né dame,
né niun’altra cosa mi si ricordarà
se non che io ti adoro.»
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Denny Millanti
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