Giovani e deboli
In un indistinto mescolarsi
di parole e pause,
nemmeno il mio soffrire
sa chi sono.
Un incubo che spaventa
le mie conversazioni,
il tormento
che mi salva dalla realtà.
Chi siede davanti al mio bicchiere,
mi suggerisce di ridere
al faticoso calar della notte
sugli occhi dei miei compagni, già socchiusi.
E il giorno arriverà spietato
e la sua luce ci pianterà
la verità nel cuore...
Nessuna gioia, nessun dolore.
Solo luce e volti scoperti.
©
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