Carezza

C’è uno strano ricordo di te
che nella mente oggi torna continuo
come un motivo che senza un perchè
canticchi o fischietti sin dal mattino.
Potrei capire se fosse a riguardo
delle tue mani che si fanno velluto,
o dell’istante confuso ed ingordo
in cui travasa ciò che hai ricolmato.
Potrei capire se ripensassi ad un attimo
legata a quel pizzo che come ragno hai ordito,
mentre insinuo le mie volute nell’intimo
affinché il turgido in me ritmi in attrito.
Potrei capire quando a resina cola
tra le cosce che avvolgono con stretta snodata,
il tuo odore che con egoismo reclama
il possesso dell’antro la cui porta hai violata.
Ma non capisco questa mia sensazione
che nell’anima fischia come tra l’erba la brezza
e che mi provoca eccitante emozione
pur se è solo il ricordo di una carezza.
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