I miei piccoli
Tereza Patrascu
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Trabocca già un altro giorno
È pace al quarto piano, è silenzio,
Con calma e fatica la serranda
Sale invitando ospite il sole.
Candida nuvola di zucchero filato,
Due olive nere, arzille e vivaci,
Sorriso largo, perle bianche,
La vecchia signorina si affaccia!
Orgoglioso, con il petto tondo,
Sulla ringhiera lui paziente aspetta.
Gorgoglia il suo verso fiducioso,
Con tante arie, il becco verso l’alto.
Il panorama è uguale ogni giorno,
I gesti altrettanto, lui va via,
Per ritornare in sublime volo
Con la sua esile e delicata compagna.
“Ma che biscotti buoni, ma che lusso!”
Abbassa vergognandosi lo sguardo:
“Sono per loro, i miei piccoli,
Che tutti giorni vengono a trovarmi!”
Lui danza, s’esibisce, le fa la corte,
Finché la bianca nuvola serena
Gli poggia con premura le prelibatezze.
Poi disinvolta lei becchetta, lui protegge!
Ringrazia con larghe ali grigie,
Contorno verde e coletto nero,
Gira intorno alla candida colomba
Che timida e giovane lo osserva.
Son già volati via insieme,
In fretta son andati via:
“Avranno dei pulcini d’accudire!”
Conclude inzuppando il suo cracker.
Con nostalgia guarda spesso
Il muro dove dietro alla cornice
Il suo adorato, vecchio cane,
Con occhi sinceri e fedeli c’è!
Trabocca già un altro giorno,
E troppo pace al quarto piano, che silenzio!
Svolazza fiducioso un mondo di colombi.
Ma la serranda resta ferma, chiusa.
Inutile attesa…
©
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L'autore
Tereza Patrascu
Nata a Bacau, Romania nel 1963. Arrivata in Italia nel 2006. Dai più lontani ricordi mi trovo appassionata di lettura. Nel 1982 mi sposo, nascono i figli e la passione per la lettura passa sul piano secondo. Ci vuole questo spostamento: Romania-Italia per ricominciare. Leggo con voracità sul tram mentre vado a lavorare
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