Di notte arrivi
Spegni la luce presto... che arriva il mio momento
la porta l'ho già sprangata il tempo non può intervenire
chiudi le finestre cosi che non entri il vento,
la dimensione è creata ora in sogno arriva il mio amore.
Non ho mai visto il suo viso ma sento le dolci sue mani
percorre il mio intimo audace seguendo dell'uomo l'istinto
a volte si finge un po' stanco e attende le mie attenzioni,
in altre lo vedo capace di estrarmi le lacrime non legate ad un pianto.
Ai sensi che fremono umidi, tra i vortici della passione
rispondono i gemiti striduli al tocco arpeggiante dei nervi
che tesi ad elastico lividi si smollano e riprendon tensione
mentre le labbra si accarezzan tra loro frustando i sensi già servi.
S'accostan pian piano le dita, cercando l'estremo piacere
tra i battiti ancora soffocati degli antri che cercan l'ancora
rivolgono tocchi felpati la dove il toccare fa male
e spingon con colpi forzati la dove lo spinger le implora.
Ripercorrono poi la salita tra le curve del corpo che brucia
e poi trovano allarmati e impettiti, scivolando sulle dune dei seni,
i capezzoli che senza vergogna si presentano privi di buccia
e dai brividi estremi induriti mentre son dai respiri riepieni.
Poi arriva pian piano il mattino
e sopra i cotoni sgualciti
rimane soltanto il profumo
dei sensi oramai appagati.
©
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