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Introspezione 3 dicembre 2011 · lettura 1 min · 2565 letture

Escursione Tagliente

EnzoL 618 poesie pubblicate
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raggelo l'istante in caduta libera stringo, lame immacolate su felici guizzi di fili affilati scevre, taglienti mezze lune porpora nelle carni, afferrano sangue blu scomponendo molecole di vermiglio soffiato cristalline scorciatoie piccoli strazi fecondati d'angoli bui s'immolano su altari innocenti candide presunzioni virtuose acrobazie psico amareggiate dove apostrofo scalini in salita contando passi che mi distanziano dagli azzurri stradari ricerco e mi frusto esaltato scivolo nell'onda emozionale catturando dolore con mani di polvere...
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rivista e corretta, grazie Simona sei preziosa!

L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (14)

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Simona Scudeller3 dicembre 2011

Una poesia molto rumorosa. Mi spiego, sillabando qua e là, il largo uso di -r-, consonante vibrante, crea una sorta di cacofonia fonetica, che però non inficia il valore del testo. Di significato profondo e chiaro, si evince la lotta interiore. Profonda ammirazione, invece, per il gusto e il dono di saper chiudere un testo in maniera sempre appropriata e d'effetto.

S
Sadness3 dicembre 2011

Nella prima strofa c'è da farsi davvero molto male ... nelle successive non rallenta il dolore, sono rimasta impressionata dalle metafore utilizzate dall'autore, un trasmettere di sensazioni alternate pungenti, innocenti fino a ritrovare nella chiusa tanta delusione, quanta grinta, complimenti ... (c'è anche un velo di follia)

Elena Poldan3 dicembre 2011

Criptico questo testo (deliberatamente) che sembra, al di là delle parole (barriere fra il sentire e l'esternare... non sempre valicabili...) voler esprimere un senso di quasi masochistico dolore chel'Autore inferte a se stesso nella spasmodica ricerca di un senso al suo esserCi, al suo esistere... vi leggo anche un nonsense avvertito nella propria ricerca... La chiusa su tutto!

C

sempre notevoli le poesie introspettive dell'autore, sempre in tormento e con lo spirito inquieto a smussare l'animo ed a leggersi dentro, magistrale la chiusa, complimenti

Silvia De Angelis3 dicembre 2011

Sensazioni interiori, di natura notevolmente contrastante, che si appropriano di un inconscio sempre in lotta con la vita e il suo non facile proporsi... Poesia apprezzata

Rita Stanzione3 dicembre 2011

Introspezione tormentata nella ricerca di sè, che non risparmia da colpi taglienti lo spirito in caduta libera. Eccellente chiusa, applausi al poeta

P
Paolo Morganti3 dicembre 2011

Il ritmo sincopato che l'autore ha imposto nella sua poesia dà la sonorità giusta per rappresentare il momento introspettivo che dai toni più forti passa accelerando nelle parole a toni sempre più bassi e crea come in una jam session un insieme di suoni che possono sembrare distaccati uno dall'altro ma che invece hanno una continuità nel rappresentare lo stato d'animo che si espande nel dolore in una sorta di angoscia.

Fiammetta Campione3 dicembre 2011

Più che un'escursione direi che è un'incursione anzi una caduta vertiginosa nelle proprie profondità che riservano sempre nuovi e quanto mai sofferti colpi di scena. Siamo abilissimi nel farci male da soli, a volte. Molto bella la chiusa, interessantissima tutta la lirica.

Clara Gismondi3 dicembre 2011

Tagliente... raccoglie il dolore di altri... propria e diventa un'esaltazione di quel momento... Ma nella chiusa quella mano di polvere rende l'impossibilità di capire... Colpita!

DonnaFPgreeneyed3 dicembre 2011

Intrinsecamente criptica e per paradosso, aperta ad interpretazioni personali e sociali. Tra i versi un comun denominatore mi par di leggere, severità al limite dell'autolesionismo. La chiusa, magica, in sensazione d'astrattismo surreale. E qui, siamo oltre il plauso.

Angela Fragiacomo4 dicembre 2011

Un tema a me caro, quello dell'introspezione... che come il cilindro magico, offre una pesca variopinta e spesso insospettabile... e di sé stessi, guarda caso, si scopre sempre il peggio, cose non proprio edificanti, peccati e dolori, indimenticati... ne nasce il conflitto interiore che in questa lirica di forte impatto, è così ben evocato... con chiaroscuri esemplari dell'essere umano Apprezzo molto questo stile crudo, consono al tema trattato Davvero piaciutissima

lady oscar4 dicembre 2011

metafore incisive in questa introspezione - escursione, anelito di purezza e candore, ricerca di un se stesso incontaminato, che sfocia parossisticamente nel dolore lucidamente perseguito. Un testo criptico ...affascinante, profondo... molto apprezzato

Annamaria Barone4 dicembre 2011

come correre ad occhi chiusi, senza potere né volere fermare la corsa, scgegge aguzze, muri, inciampi, ma la corsa non si arresta. le mani sono ferite, la pelle graffiata ma la corsa è inarrestabile, chissà dove porterà... a raccogliere solo polvere? Forse, o forse a liberarsi di quel drappo che copre lo sguardo e rallentare, finalmente. E' un viaggi caleidoscopico questa poesia, a tratti angosciante, ma viva, intensamente, rumorosa come ha detto qualcuno. E continua questo viaggio incredibile sulla giostra. Continua...

Giovanni Chianese5 dicembre 2011

Un quadro introspettivo d'autore, metaforicamente dipinto ad arte. Esaurienti raffigurazioni dell'irrazionalità istintiva dell'anima in tutti i suoi aspetti a ripercorrere momenti di ribellione, di gioia, di amarezze o conflittuali con se stessa, fino al punto di autolesionarsi nel vuoto di un masochismo psicologico.