La riconquista della libertà

La bandiera conquisa all’oppressore giace oltraggiata
sulla terra che un tempo dominò.
E corre or nel vento la storia dei biondi guerrieri
dal volto di bambino, possenti d’arme e di valore,
eppur fragili al tocco delle leggere frecce di bambu’
e del popolo di Liliput che il gigante atterrò.
Tornano a coprirsi le foreste spoglie
delle verdi foglie della vita,
al cader della pioggia finalmente pura,
ed in cielo svolazzano i primitivi coloni dell’aria,
armati dei vari piumaggi della natura.
Cadono le mura che cingevano i villaggi,
e, per le smesse risaie, s’appressa il tempo della coltura.
Ma ancor tristi cimeli di giovani vite
per sempre stroncate s’aggirano per gli stretti sentieri
dei campi di battaglie vinte e perdute,
ove tronchi secolari vegliano le ormai mute
scene di crudeli agguati e di feroci rappresaglie,
le agonie dei feriti, coi volti fissi a riviver
i remoti luoghi d’infanzia e le meravigliose
feste della giovinezza, ed il sopravvanzar della morte,
sotto gli sguardi stravolti dei camerati,
dagli occhi dilatati per la paura
di proseguir da vivi in quell’inferno,
e la disperazione del reduce,
dal volto scarno e stranamente assente,
incredulo per una vita risparmiata
ma ormai vuota di significato e le innumerevoli altre,
immolate ad un’idea
che, per quella generazione,
val meno di niente.
(A ricordo dell'eterna stupidità d'ogni guerra, al di là del merito, dell'orrore, del valore, del sacrificio, come questa donna, sopravvissuta al fuoco nella sua carne, ci insegna.)
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!