Un unico sorriso
Vestita di seta non ancora trattata
mi stropiccio tra i cotoni, che si imbatuffolano ad ogni mia curva
mentre nella dispensa la cui chiave tu hai rubata
avidamente mordi la succosa primizia acerba.
Ciò che prima al mio corpo, di nascosto trafugavo
adesso espongo arrogante e quasi senza vergogna
con nastri di pelle rosa ricamati con raso nero
infiocchi legando i miei polsi alla tua morbida gogna.
Schiocca dentro l'anima lo strappo al velluto
che provoca un sussulto come per uno spavento
diventa poi un "ancora" ciò che sembrava un rifiuto
culminando in un mio sorriso che sopravviverà al tempo.
L'unico... che meriterà il mio pianto.
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