L'ora sacra

L’ora è perfetta.
la notte si scioglie sospirante
in una quiete d’invisibile pianto:
non vi è un pino
che stenda tristemente
strenne di porpora
nel tenue bagliore dei lampioni;
né vi è un timido refolo
che, colla sua muta preghiera,
violi e squarci l’immoto velo del cielo
in questa triste notte di dicembre,
piangente di ricordi ch’erompono brucianti
colla stessa disperata violenza
di ruggenti valanghe in discese tortuose.
Paiono ondeggiare,
in valli leccate di neve,
i tuoi folti riccioli,
in una danza leggiadra e invernale;
triste a vedersi,
nella sua ormai perduta sensualità,
e nel malinconico languore
che, come una mesta aureola,
vi striscia con leziosa tragicità.
E potesse, questa nostalgica chioma,
come un tiepido panno, posarsi
sulla mia pelle secca e insensibile,
sferzata dal gelo di un Natale
che soffonde di fiocchi salati
questi afflitti occhi annegati di ricordi.
©
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L'autore
Andrea
Scrivere è il miglior modo per esorcizzare gli spettri che ci ammorbano l'animo: la scrittura è soprattutto sentimento immediato, intuizione folgorante, potenza dirompente che trasuda da ogni lettera.
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