Alba Duemiladodici
Con il mondo che crolla dal cielo
senza bisogno di dar spiegazioni;
con le auto, le bici e le moto
che galleggiano come imbarcazioni.
Con Toscana Liguria e Messina
ricoperte di fango e solitudine
dopo la scelta delle prime pagine
ed il voto al video più carino.
E sotto a questa enorme cappa nera,
tutti che aspettano tra curiosità e paura;
tanti ci credono, tanti sono ironici,
ma tanto domani è già duemila e dodici.
E intanto è Natale ma nessuno sembra accorgersi:
pochi gli addobbi e pochi nuovi alberi
sotto ai quali gli essenziali doni
giusto per non far tristi anche i bambini.
Sento la grandine battere sul tetto
di questo treno che mi porta al lavoro,
lavoro onesto, ma faticoso e povero,
ricco soltanto davanti alla tivù...
...dove la rabbia e le lacrime si sprecano
per chi da oggi lavoro non ha più:
"mia moglie a gennaio farà due gemellini...
come cazzo faccio... me lo spieghi tu!?"
Tutti tranquilli, ci sono ancora i nonni,
gli ultimi che hanno la casa e la pensione;
male che vada andremo a star da loro,
come accadeva quand' ero io bambino.
Riprenderemo così a giocare a tombola
con le cartelle e le bucce di mandarino;
ritroveremo l'unione e il focolare
e ci riscalderemo col vino e col camino.
Riscopriremo la carta ed il rullino,
faremo foto di nuovo in bianco e nero;
sorrideremo tra speranza e calici
nell'ultimo scatto del duemila e undici.
©
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