252 lettori online · 361.674 poesie · 7.625 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Sociale
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Duilio Martino
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Sociale 19 dicembre 2011 · lettura 1 min · 3737 letture

Migranti (seconda)

Duilio Martino 581 poesie pubblicate
+ Segui
* Migrare è quarantena di dolore perduto in mare giovane l’amore un mezzo viaggio del figlio ammalato l'orrido oceano che l'ha ingoiato. Migrare è sogno d'un attracco in porto l’atteso “passed” su quel passaporto un tuffo in acqua e non saper nuotare che sa di morte quel “non può passare”. Migrato l'uomo conosciuto in foto essere accolta da un marito ignoto linciaggio oltraggio quel rifiuto vano che punta il dito la paterna mano. Quei lunghi lustri da quando migrati commossi abbracci a pargoli tornati tenace donna che mai cede al gelo sul crine sempre quello oscuro velo. Migrante è lacrima giammai versata su lapide di madre mai trovata nera la polvere nel suo polmone l'odio sputato a quel boia padrone. Spietato fuoco che divora donne serrate in fabbrica a cucire gonne migranti calpestati nel salone la tarantella per sgravar tensione. Migrante pure il piccolo soldato sbarcato ad Anzio e morto fucilato. *
♥ 0 💬 13
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Ho scorporato la Precedente (Migranti 1) - troppo lunga... ed ecco costruita la seconda su un tema a me molto caro!

L'autore
Duilio Martino
Tutte le opere →

Commenti (13)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
elisabetta tegas19 dicembre 2011

Dolore, lacrime nel lungo viaggio del migrante... Bella per forma e contenuto, complimenti...

Angela Fragiacomo19 dicembre 2011

davvero molto intenso il sentimento così scolpito nei versi... che snocciolano bene il dolore, la malinconia, qualche volta la muta disperazione, di chi, per necessità, migra lontano dalla sua terra, lasciando spesso gli affetti più cari... allontanandosi dalle proprie radici, perdendo così un po' del proprio centro... un tema condiviso e molto sentito, in una lirica emozionante

L
Laura Di Vincenzo19 dicembre 2011

Lasciare la propria terra e i propri cari per giungere in luoghi lontani abbandonando il cuore e le proprie radici, un viaggio di lacrime e dolore; notevole e molto apprezzata.

EnzoL19 dicembre 2011

premetto che mi era piaciuta anche la prima, ma qui hai superato te stesso... una Poesia ricca di sentimento e fortemente sentita, si legge tutto il tuo accorato canto... i versi sono splendidamente stilati e la metrica la trovo perfetta... mi ha commosso molto... un gran bel lavoro sicuramente da consigliare!

Annamaria Barone19 dicembre 2011

sugli italiani emigiranti:" piccoli, scuri e con un odore cattivo" così ci descrivevano gli autoctoni (ti ricorda qualcosa??), e poi il lavoro in fabbrica, come le schiave cinesi di oggi, e non solo, e quelle donne chiuse con il catenaccio nella fabbrica, perché non parlassero con i sindacalisti, perché per il mondo non esistessero... fino al fuoco, ed a quella morte atroce perché nessuno è corso in loro soccorso per aprire quella tomba... e poi la festa e poi le foto di tutti quei bambini calpestati, hai aggiunto tutto questo alla tua poesia, erano circa cent'anni fa, ma poco o nulla è cambiato. Ora quegli emigranti sono i disperati dei barconi che sbarcano, se hanno fortuna, a lampedusa, la storia, nella sua parte peggiore si ripete

carla composto19 dicembre 2011

bravo poeta che descrivi il migrare di tanta gente, che lascia le proprie origini, la famiglia, la terra natia... per poter trovare in altre parti lontane e sconosciute un po' di fortuna... tema triste e doloroso ma sentito in questa splendida lirrica...

P
Paolo Morganti19 dicembre 2011

Triste è la storia della grande emigrazione italiana verso l'america, triste è la storia di italiani vilipesi e sfruttati e anche condannati per atti criminosi come Sacco e Vanzetti triste è il marchio della mano nera che ancora oggi pesa .

Silvia De Angelis20 dicembre 2011

Lasciare la terra natìa per trovare soluzioni valide di vita altrove, procura sempre un grande dolore e un senso di profonda nostalgia per gli affetti cari lasciati... Versi davvero validi, molto apprezzati

rosanna gazzaniga20 dicembre 2011

Migrante: la speranza e la ribellione a una condizione di vita con un percorso segnato che la dignità non vuole accettare. Anche noi, italiani abbiamo sentito questo bisogno insopprimibile e ne abbiamo pagato il prezzo, proprio come succede ora, con popoli in fuga dalla mancanza di democrazia che ha sempre il volto della povertà e umiliazione. Notevole lirica, versi intensi da meditare!

Stefano La Malfa20 dicembre 2011

Rievocare il triste periodo della grande emigrazione degli Italiani verso il nuovo continente è importante specialmente per far conoscere ai nostri figli, cresciuti nel benessere i disagi, le umiliazioni e le violenze dei nostri nonni che solo pian piano si sono riscattati. Lirica ben strutturata e lineare che apprezzo.

Antonio Biancolillo20 dicembre 2011

Un problema sociale molto reale tra speranze di un futuro senza un porto sicuro di attracco…una sofferenza di aspettative tra sconfitte senza ritorno e dignità calpestate…un destino ignoto di un viaggio verso qualcosa che possa dargli una soluzione di vita oltre la propria terra…lavorando anche come schiavi nelle fabbriche di una società che sa offendere e calpestare ogni diritto…Una storia di sempre con le stesse paure e gli stessi abbandoni… Uno stile perfetto la rende importante nelle riflessioni trasmesse… Apprezzatissima…

Nadia Mazzocco21 dicembre 2011

Una poesia dove l'anima e il cuore del poeta si rivelano in modo insuperabile! Il mio inchino... una efficace trascrizione del tuo intenso sentire...

K
Kegyelem22 dicembre 2011

Versi apprezzati, molto profondi e ricchi di emozioni. Lasciare la propria terra alla ricerca di una vita migliore è una grande sofferenza...