Suicidio di massa
Michele Tropiano
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Annego…
nella vasca da bagno
stracolma in un bagno
di sangue ormai rappreso,
dai polsi recisi di
netto come un enjambement
forse malriuscito
ha smesso ormai di scolare
questo strano ammasso
di candidi e passionali
globuli con le piastrine
arrese ormai all’evidenza. (1)
Ma mentre mi muovo
arrancando a tratti
continuo a respirare
e già mi accorgo
che il sangue non è il mio!
Oh novello Seneca (2)
perché mi hai trascinato con te?
Muto risponde il suo cadavere
che sorella morte è a noi parente
come nel dolore tutti siam fratelli.
©
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L'autore
Michele Tropiano
Commenti (2)
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Lunabionda Valentina Di Caro20 dicembre 2011
Riuscito l'intento di attirare l'attenzione sui primi due versi, iterando il termine 'bagno', strategia che inizialmente non avevo compreso...
Giulia Gabbia20 dicembre 2011
un'opera raccappricciante che mi lascia perplessa ...molto aprezzata


