Per chi è Natale

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Altissimo e imponente
troneggia al centro della piazza
l'abete di Natale,
torcia di luci inanellate
e fili d'oro
scalda i sorrisi dei passanti infreddoliti nei piumini
e, di purezza
strabiliano gli occhioni dei piccini
rituale la magia
all'ombra del gigante buono della festa
aria febbrile
nel formicaio affaccendato
fermentano i preparativi d'ogni anno per le vie
e al caldo delle case
dove tutti puntualmente sono buoni
lontano dagli sguardi
poveri stracci senza più colore né calore,
un letto di cartone dentro un fosso
riparo illuso e vano
cuna di gelo e indifferenza
è lì
ignorata, al centro e ai margini del mondo emancipato
che gira in tondo
rapito dalle insegne colorate
inosservato
uno fra i tanti
lascia che il sonno gli sia ultimo rifugio
rannicchiato come un feto
sbiadisce all'esistenza
col nulla che possiede
nell'eco sordocieca del clamore
stilla di bruma in pieno sole
evapora la vita
così
muore un barbone
*
©
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
Commenti (1)
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Silvia Pozzi20 dicembre 2011
abbiamo scritto nello stesso giorno due poesie veramente simili... anche se la mia ancora non viene pubblicata! complimenti! !

