E lontano lontano
Si spegne la luna.
Serrate le ciglia su occhi stanchi.
Calde braccia accolgono
e ninne nanne
a cullare sogni dorati.
Gota sul cuscino,
tappeto magico,
e corse senza fiato
su prati rossi di papaveri.
Ma sfiorita la gota,
il tappeto più non vola,
perse mani amorose
a lenire ferite.
Era un castello la stanza,
il letto grande
come solo occhi bambini possono.
E scalarlo nei giorni di festa,
i capelli ancora intrecciati di sogni
sparsi sul caldo petto.
E al ritmo del cuore
prolungare lo spazio tra sonno e veglia.
Il dito in bocca a lenire l'attesa del giorno.
Che arriva.
E infrange l'incanto.
©
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L'autore
stefania giacarelli
Quando ero piccola sognavo di diventare scrittrice, e imitando Jo,una delle "Piccole donne" del romanzo,prendevo due mele e andavo a nascondermi in casa per scrivere...crescendo la vita mi ha portato altrove, ma ho sempre scritto,qualunque cosa, ovunque...su tovagliolini dei bar, sugli scontrini dei negozi...perché qu
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