Ad un fedele e raro amico

Mi sorprendo piu’ volte
a ragionar teco,
amico fedele
dei miei tristi anni,
quando grande
era l’ansia di riuscire,
e numerose le delusioni
e gli inganni.
Ben comprendevi il mio animo,
la mia segreta gelosia,
il mio desiderio di rivalsa.
Paziente, ascoltavi le mie lagne
e tu le tue illustravi,
al mio pari infelice del presente.
Quand’ecco il magico colpo del fato
mi trascinò in un turbine vorticoso,
esaurì la monotonia del meditar serioso,
or è un continuo saltar lo steccato.
In breve, il tempo fece tra noi sipario
ed ognun per la sua via va.
Non siam piu’ l’un dell’altro ristoro o riparo,
ma il tuo ricordo in me sempre vivrà.
©
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