ancora una vita
Sono un operaio
un proletario del nord
figlio del sud.
Sono un mediocre
un po' grezzo
a volte energumeno.
Nella vita mi è successo niente... poco
quasi inevitabile la noia
la tristezza, l'abbandono.
Sarei potuto morire fuori veramente
con una spada nel braccio
giu' da un balcone di periferia
sotto i ferri di un treno.
Disperato sarei potuto morire dentro
nella violenza
cieco di fronte al mondo
pazzo da legare
imbottito di pastiglie.
Ma quando il cuore trafitto
dolorante mi ha parlato
io l'ho ascoltato
con la mente e ratio l'ho aiutato
a volermi bene.
Sempre in conflitto
vago sereno
scrivo spesso e son contento.
A chi scrive necrologi
a chi azzarda statistiche
dico f.u.c.k.!
Quante vite
mi ci vorranno
per essere perfetto?
©
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Commenti (1)
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Daniele Piredda11 dicembre 2006
Peter, felice di conoscerti. Il tuo modo di scrivere ha catturato la mia attenzione e mi stupisce di vedere quasi nessun commento ai tuoi testi. La durezza di questo scritto la sento molto simile al mio vissuto, anche se con problematiche forse diverse dalle tue; ma in comune questa voglia di rivalsa e di buttarglielo lì dietro ai tentativi di annientamento da parte della vita. Ti leggo volentieri.