I treni non volano
Francesco Giardina
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Non ho talento
ho solo una mano
meno veloce
dei miei pensieri
sono distante
da me stesso
come un sasso
lontano
dalla luce
una scadenza
notturna
prima che il giorno
boicotti le stelle
ho un abito
da guardiano
alla stazione
dei desideri...
guardo i treni passare
nessuno va
dove arrivano
i miei sogni
...ogni notte mi trovate lì...
barbone letterario
vagabondo di controsenso
sto sulle rotaie contromano
metto in fila
le magie e il mormorio
della mia infanzia
e un trenino colorato
che ancora conservo.
giuro di non fare
più il bambino
ma è troppo tardi
per diventare macchinista
e imparare a fare volare
un treno
©
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L'autore
Francesco Giardina
Vivo a Palermo... ma in fondo quando scrivi non sei mai in nessun posto..
Commenti (3)
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C
Citarei Loretta Margherita26 dicembre 2011
gradevole poesia, splendida la metafora del ferroviere macchinista dal cuore tenero di un bimbo, notevole
Berta Biagini26 dicembre 2011
Nella vita ci insegnano a stare con i piedi per terra – sarebbe tanto bello invece continuare a sognare!.
L
Laila27 dicembre 2011
Ogni verso è così realistico... pur tuttavia così smarrito di senso, così vero, così respirato e vissuto intimamente. E quel "vagabondo di controsenso",ha tutto il respiro di una meditazione profonda su se stessi...

