Cibianotta
Non t’ho scordata mai, nemmeno per un istante.
Salda nei miei pensieri, costante nel mio rimorso.
Rimorso per ciò che sono stato e per ciò che non t’ho dato.
Triste il mio rimanere qui, nella tua casa.
Anni trascorsi a darsi di tutto, del buono,
ma anche del cattivo, del perfido e dell’invidia.
Gelosia d’amare la stessa donna, io da uomo,
tu da premurosa madre che non vide mai crescere la sua bambina.
Nel mio dar poesia del passato, t’ho ricordata.
Schietta e decisa, donna di valle,
dolce signora che fu contadina, capace d’amore,
ma dura e severa, già pronta a dare battaglia.
Ma quante le parole non dette a quella stravagante signora.
Ho rimorso per ciò che m’ha dato,
ho vergogna per ciò che per rabbia le ho tolto.
Grande rimpianto ciò che da me non ha ricevuto e non le ho più dato.
Ora vegli il nostro essere qui, nella tua casa,
sicuro rifugio del tuo vivere, ora nostro,
altrettanto sicuro, sempre nel ricordo e nell’amore,
di quella mamma che in silenzioso amore se n’è andata.
Tutto è parte tutto è sostanza di quell’amore
con cui hai cresciuto e invecchiato questa vita.
Nulla è cambiato, lo stesso amore, la stessa donna,
vive e ricorda chi le diede il primo respiro.
Io, nel mio rimorso, nel mio essere uomo normale,
rimpiango non averti dato e detto,
ciò che il mio cuore ora urla per non aver detto e dato,
le più belle parole che una mamma attende:
Ti voglio bene.
©
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