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Fiabe 30 dicembre 2011 · lettura 2 min · 2934 letture

Stigmi

EnzoL 618 poesie pubblicate
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ci fu un piccolo applauso tra le genti un esulto che valicava fiumi di vita mondana e lì, in quel fragore di panna sempre più spesso, l'uomo di carta s'addormentava nascosto nelle nebbie contando simboli e targhe sulla sua pelle contaminata li contava e sorrideva con gli occhi semichiusi diventando foschia della sua salita erta era ormai cosa certa la sua figura incerta e l'incomprensione era tale che ogni piccola incisione pesava secoli di spazi vuoti nella sua vita millenaria più volte allungò lo sguardo sulle mani e sulle ombre che lo seppellivano donne e uomini lo salutavano ma nessuno mai si chiedeva - perché - faceva ormai parte del paesaggio gli si dava un occhiata così, giusto di passaggio a quel vecchio bimbo folle e saggio eppure di certo lui rammentava se pur per brevi momenti quel dolce sollazzo in cui innocente trasmutava con tutti e scorreva limpida la sua pelle intatta tra quei flutti e di quel mare ricordava l'odore ed il cullar sicuro delle maree prima dell'onda dove chiudeva gli occhi infine e dove una sola lacrima vacillò per un istante troppi secoli distante
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L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (9)

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Clara Gismondi30 dicembre 2011

Questa poesia la sento molto autobiografica... L'uomo di carta si confonde di fronte all'applauso delle genti... ma il suo cuore è lontano... Gli altri lo trattano come fosse un busto eretto per essere ben guardato ma nessuno si chiede chi è e qual è la sua storia... Così l'ho interpretata, di getto, bellissima comunque!

Patrizia Ensoli30 dicembre 2011

L' identità negata ... Esistono stigmi che fanno sì che la persona che li "porta" sia percepita come non completamente umana, inreale, priva d'interiorità... non mi dilungo nel commento, poesia capolavoro... Complimenti!!

Silvia De Angelis30 dicembre 2011

Personaggi che s'incontrano nella vita e, nonostante non sia ben chiaro il ruolo che rivestano nella società, assumono un aspetto familiare, con il passare del tempo... Poesia apprezzata

Rita Stanzione30 dicembre 2011

Ci sono identità forgiate dai pregiudizi delle gente, radicate per sempre nell'indifferenza che annienta. Solo qualche roseo ricordo sopravvive. Umanità tradotta in versi, molto apprezzati

S
Sadness30 dicembre 2011

Letta più volte, la prima sensazione che mi arriva a tutte le letture è: tristezza, come di una bella giornata raggiunta all'improvviso da un temporale; mi fa pensare anche ad un qualcosa che dopo aver suscitato un gran successo, all'improvviso prende a noia, in generale, ad esempio un brano musicale o un abito... bellissima poesia che lascia un nodo alla gola, cmq molto apprezzata.

omissam30 dicembre 2011

...ho qualche amico... poche donne... niente femmine... insinuato nel dubbio perennante ho poche certezze... una è leggere... leggerti... , Enzo

Angela Fragiacomo30 dicembre 2011

la percezione di distacco, che deriva dal dolore, quando è troppo, troppo a lungo respirato, troppo intenso ...semplicemente troppo, quanto mai nessuno potrà capire... e tanto nessuno se lo chiede... e tutto intorno diviene estraneo, lontano... e si è irrimediabilmente irraggiungibili... bambini vecchi e saggi... ma pur sempre bambini, che troppo hanno visto, con quel ricordo intimo d'una coccola, l'unica... secoli fa... ...e mi rimane da aggiungere solo silenzio... silenzio... a questo spettacolo

DonnaFPgreeneyed31 dicembre 2011

Una lirica che mi ricorda la fiaba, o detto popolare, dei bei tempi andati. 'Ognuno fa il suo tempo, ognuno fa la sua storia' più o meno così la ricordo. Il tempo poi, nel tempo, modifica i ricordi. Alcuni vengono esaltati, amplificati, altri sviliti, di certo gli attimi di gloria, non sono mai dimenticati e, quando il 'tempo' cambia, lasciano amarezza.

Annamaria Barone3 gennaio 2012

si allontana dalla realtà quest'uomo di carta, i contorni disegnati che sono ormai stinti, diventa polvere, e diventa fumo, e come un oggetto al quale non poniamo più attenzione come una crepa su un muro che non notiamo più, non ci accorgeremo quando sarà del tutto sparito, perché non lo abbiamo visto nemmeno allontanare, presi come siamo dai nostri affanni, preso com'è lui a diventare fumo e dimenticare anche quel momento di condivisione, di scambio, di gioia selvaggia quando giocava con le onde ed era ancora vero. E' una poesia di una profondità e di una bellezza ineguagliabili, ci sono strofe notevoli, per ardire e per riuscita, una poesia che merita certo ben più di una lettura