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Morte 10 dicembre 2006 · lettura 1 min · 1048 letture

Sola

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Pablo Do Nascimento 30 poesie pubblicate
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Dolce il naufragar, dolce il morir. Di nulla mi voglio cibar, non voglio patir. Dinanzi a me porte chiuse, amore non voglio. Non voglio salvezza, d’aiutarmi non fate lo sbaglio. Via lo specchio, via la vista dell’immonda faccia. Via la bilancia che sotto il mio peso si schiaccia. Mirar non voglio il mio orrido corpo, o le gambe storte. Orrendo il mio aspetto, orrenda la vita, dolce la morte. Voglio udir cori d’angeli, dal vuoto lasciarmi cullar. Andatevene, medici, preti, parenti o mi metto a strillar. Il paradiso senza cibo m’attende. Lì nessuno mangia. Il mondo mi odia. Voglio sparir per magia. Son grassa, obesa e brutta: scoppierò come una bomba. Non voglio aiuti, parole o preghiere, ma fiori sulla tomba.
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Commenti (2)

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Mariasilvia10 dicembre 2006

Poesia complessa.Posso citarti una frase non mia. ”Che poveri uomini sono coloro che come prigionieri in carcere, guardano ”con invidia”, la gioia degli altri.” Anche cacciare farfalle è esser lieti... Molto profonda, scritta benissimo.

A
Alessandro Di Marino30 dicembre 2006

di retorica te ne avranno data tanta, forse anche di scontate banalità. quindi non ti invito alla vita. ti invito a parlare se ti va. perché pablo do nasscimiento?