Rhapsody in blue- jeans
Michele Tropiano
139 poesie pubblicate
+ Segui

Cammino,
adagio,
mi guardo,
intorno aiuole e aerei nell’aere
che volano in alto sempre più su…
giù in città prati di gente in festa
odo con orecchi distratti
e mi stordisce ma non mi scalfisce
la lenta eppur veloce maratona
di gente obsoleta nelle cose e nelle case,
i clacson la metro le urla il baccano
metaforicamente lo prendo nell’ano…
cammino,
ora sempre più rapido e veloce
con le mani nelle tasche
dei miei blue- jeans blu scuro,
chiaroscuro a carboncino
gettato nello stanzino
è un disegno malriuscito
ma sempre meglio della realtà!
è un rospo sputato solo a metà
è un tragico tuffo nella verità
delle cose e delle case e della gente obsoleta
come vecchi orologi a cucù.
Sulle note di un jazz da strada
per fortuna poco americano
lo prendo ancora nell’ano
per fortuna sempre metaforicamente
parlando e sparlando cantando e ballando
sulle note di una notte che sta per calare
con un sogno spezzato fra il cielo e il mare
nel taschino dei miei jeans.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Michele Tropiano
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
h
hy ju2 gennaio 2012
Difficile rendere l'atmosfera jazz, in poesia, a mio parere. Il testo l'ho apprezzato molto perché elastico e flessuoso come un lungo gelido acuto di sax.
Ilguardianodelfaro14 gennaio 2012
Come si fa a sperimentare se ci si aspira a qualcunaltro, nn lo so. Cmq bella lettura che, secondo me, non ha nulla a che fare con la poesia, perché molto discorsiva. Il riporto al jazz non è un rap, forse lì ti sei perso, comunque per la poesia sperimentale, c'è il forum... così dicono. Può stare in un racconto. E' ciò che penso.
U
Ugo Mastrogiovanni13 febbraio 2012
Versi energici, ben organizzati, da tono gradevole e tagliente, all’insegna di un pessimismo alquanto spinto! La poesia si fa interprete degli illusorii valori dell’uomo moderno e pare soffrirne, anche se il poeta sembra non vorrebbe darlo ad intendere.

