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Fantasia 2 gennaio 2012 · lettura 1 min · 1621 letture

Rhapsody in blue- jeans

Michele Tropiano 139 poesie pubblicate
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Cammino, adagio, mi guardo, intorno aiuole e aerei nell’aere che volano in alto sempre più su… giù in città prati di gente in festa odo con orecchi distratti e mi stordisce ma non mi scalfisce la lenta eppur veloce maratona di gente obsoleta nelle cose e nelle case, i clacson la metro le urla il baccano metaforicamente lo prendo nell’ano… cammino, ora sempre più rapido e veloce con le mani nelle tasche dei miei blue- jeans blu scuro, chiaroscuro a carboncino gettato nello stanzino è un disegno malriuscito ma sempre meglio della realtà! è un rospo sputato solo a metà è un tragico tuffo nella verità delle cose e delle case e della gente obsoleta come vecchi orologi a cucù. Sulle note di un jazz da strada per fortuna poco americano lo prendo ancora nell’ano per fortuna sempre metaforicamente parlando e sparlando cantando e ballando sulle note di una notte che sta per calare con un sogno spezzato fra il cielo e il mare nel taschino dei miei jeans.
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E' un esperimento, non so fino a che punto riuscito, di ricalcare in poesia le sonorità del jazz, in particolare ispirandomi al capolavoro di George Gershwin "Rhapsody in blue", di cui nell'immagine riporto la copertina.

L'autore
Michele Tropiano
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Commenti (3)

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hy ju2 gennaio 2012

Difficile rendere l'atmosfera jazz, in poesia, a mio parere. Il testo l'ho apprezzato molto perché elastico e flessuoso come un lungo gelido acuto di sax.

Ilguardianodelfaro14 gennaio 2012

Come si fa a sperimentare se ci si aspira a qualcunaltro, nn lo so. Cmq bella lettura che, secondo me, non ha nulla a che fare con la poesia, perché molto discorsiva. Il riporto al jazz non è un rap, forse lì ti sei perso, comunque per la poesia sperimentale, c'è il forum... così dicono. Può stare in un racconto. E' ciò che penso.

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Ugo Mastrogiovanni13 febbraio 2012

Versi energici, ben organizzati, da tono gradevole e tagliente, all’insegna di un pessimismo alquanto spinto! La poesia si fa interprete degli illusorii valori dell’uomo moderno e pare soffrirne, anche se il poeta sembra non vorrebbe darlo ad intendere.