Riflettendomi
Alessandro Spirito
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Inverecondo e muto
passa labile il tempo
e da queste pietre mi parla
la voce silenziosa dei secoli.
Domani come oggi nascerà il sole
moriranno le stelle
scenderà di nuovo la sera
e rivivranno le stelle
e come stanotte
starò a pensare che domani
sarà diverso.
I miei occhi brillano increduli
alla vanità estrema di ogni cosa.
il cielo non ha riparo
è come da una finestra che lo vedo
e la sua luce non sa guarire
questo male profondo.
Voci lontane mi feriscono
assalgono la mia triste memoria
e mi riportano indietro a riflettere
per ritrovare le mie angosce perdute
e mi socchiudo in un angolo umido
tra le mie poche cose
a raccontarmi.
Sull’orizzonte riposo il mio affanno
linea di confine che mi divide
tra il voler correre
e il restare immobile
a consumarmi d'inutili domande.
Come in uno specchio
rirflettendomi mi accorgo
come un bimbo al primo sgrido
d’esser vivo.
E come ubriaco del nulla
riprendo la mia corsa
verso il mare.
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Alessandro Spirito
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