Ancora

Mi osservi.
Come fossi un quadro appeso all'apice del tuo piacere.
Il ritratto in penombra di una dama antica
dai molti segreti nascosti
sotto lunghe e sfarzose vesti.
Sento il tuo sguardo percorrermi,
mordermi il profilo, baciarmi i sensi
strappare via i vestiti all'anima
e farne giaciglio per i nostri corpi,
su materassi di mattoni come ghiaccio bruciante.
Mi pervade quel tuo sguardo,
Mi entra dentro
e grida forte che sono tua.
Gli occhi si chiudono, le labbra si shiudono
le braccia si aprono, le mani si stringono
ad intrecciare la trama di attimi che raccontano l'eternità.
Sul pavimento come letto, fatto e disfatto a sfinimento,
io e te
Danzatori imbizzarriti su una musica di parole e fiati.
Mentre ti dico che ho voglia di averti
Mentre mi dici che hai voglia di prendermi.
Ancora...
E ora
il quadro fa da scenario e la dama è arrossita.
E un Amore un po' voyeur
gode dietro le finestre della nostra notte.
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