Gesù Akbar
Luci accese e lumi spenti
nell’attesa di Gesù
dicono si chiamasse così
dal nulla se n’è tornato in cielo
con la tunica del santo
e la nomea del matto
chiedeva elemosine ai portici
di una città di fantasmi
Pensando di vivere
nell’epoca dell’oro
indossavano monili
di ossa di pecore sgozzate
per ingraziarsi i numi
protettori assistent buyer
poi dentro baracche
travestite a ville
si tuffavano nel fango di piscine
Ai bimbi cantavano la favola
di un babbo tutto rosso
che dispensava doni
cavalcando slitte rennate
per guardarsi felici la partita in tv
pieni di birra and chips
e di mogli cotonate
dalle zampe gonfie
per gli shopping estenuanti
Ma quel giorno Gesù
arrivò inaspettato
steso in terra
con un cartello “Ho Fame”
e una bomba nel costato
Attese il cielo si facesse sera
le luci piene di persone
poi tirò la cordicella.
E la sua fame divorò il mondo.
Lo chiamavano Gesù
ed il suo dito
ritrovato in mezzo ai pacchi dono
indicava ancora l’insegna di luna
del pub accartocciato all’angolo.
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