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Sociale 9 gennaio 2012 · lettura 2 min · 1044 letture

Gesù Akbar

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Daniele Locchi 124 poesie pubblicate
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Luci accese e lumi spenti nell’attesa di Gesù dicono si chiamasse così dal nulla se n’è tornato in cielo con la tunica del santo e la nomea del matto chiedeva elemosine ai portici di una città di fantasmi Pensando di vivere nell’epoca dell’oro indossavano monili di ossa di pecore sgozzate per ingraziarsi i numi protettori assistent buyer poi dentro baracche travestite a ville si tuffavano nel fango di piscine Ai bimbi cantavano la favola di un babbo tutto rosso che dispensava doni cavalcando slitte rennate per guardarsi felici la partita in tv pieni di birra and chips e di mogli cotonate dalle zampe gonfie per gli shopping estenuanti Ma quel giorno Gesù arrivò inaspettato steso in terra con un cartello “Ho Fame” e una bomba nel costato Attese il cielo si facesse sera le luci piene di persone poi tirò la cordicella. E la sua fame divorò il mondo. Lo chiamavano Gesù ed il suo dito ritrovato in mezzo ai pacchi dono indicava ancora l’insegna di luna del pub accartocciato all’angolo.
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