Forever autumn

Le ore più felici,
le più ridenti e fastose primavere,
hanno già visto i miei occhi.
Tempi in cui il sole sgorgava aurei pizzi,
in radiose e imponenti posture,
da cieli limpidi come specchi di ghiaccio!
Ora, triste petalo infuocato,
morente in sbiaditi, sofferenti pianti,
cola lamentose tristezze
straziato da neri drappi autunnali.
Ed io so ch’è ormai finito
il tempo di ridere!
L’ora dei baci più ardenti
e degli intrecci di sguardi
più illibati……
tutto perso in quest’autunno crudele!
Non c’è che l’ombra del ricordo,
le sfocate tele d’una felicità ormai morta…
Niente è più come prima.
Porto in grembo
l’eterno strazio dei miei rimpianti,
che spegnerò, appena ne avrò il coraggio,
nel profondo abisso dell’oblio.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Andrea
Scrivere è il miglior modo per esorcizzare gli spettri che ci ammorbano l'animo: la scrittura è soprattutto sentimento immediato, intuizione folgorante, potenza dirompente che trasuda da ogni lettera.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
alessio carlini15 gennaio 2012
così, l'abero lascerà cadere le sue foglie secche e morte, per dar spazio tra la sua corteccia a nuove e rigogliose gemme. Opera che mi ha colpito per le sensazioni emanate, grazie alla crudezza ma anche al garbo dei versi che l'autore con vera malinconia ci ha donato

