Βάκχο ς

Qui,
dimentico della Storia di plastica,
inviolate d'Elicona argentee le vette,
le nude membra, deterse dalla brina,
gli stupri dei demoni di carta
obliano.
Strisciando,
sanguinano gelati sui sassi
i piedi, tra le nere pitture degli astri
agli occhi s'immola fatua Berenice,
col suo candore eccita lasciva la Luna.
Serpeggiano,
dalle rocce scure,
dagli incavi degli alberi,
danzanti figure
fuggite alle bocche dei cerberi.
E batte
il ritmo,
il latte
d'arteria
in corpo,
il ballo
mi bolle
le carni,
e dove
s'annega
la mente?
Il mio cuore brucia
danze e melodie
dalla sua corda segreta.
©
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