Il patto del fato
Mi chiamo Valentina La Daga e sono nata a Napoli nel 3 luglio del 1995. Frequento il liceo scientifico e ho intenzione di intraprendere una strada che mi porti a diventare una giornalista. Mi piace tanto scrivere storie e poesie ed i miei amici, severi giudici, mi aiutano a migliorare e raffinare il mio stile.
Commenti (6)
Trovo sia interessantissimo e arricchente il leggere di tanto in tanto qualche "mela verde". In un giovane autore è possibile trovare quella purezza espressiva che sgorga limpida da un sentire incontaminato... poco importa se questi scritti a volte siano scabri e discorsivi. Trattare di morte non è impresa facile... trattarla in poesia è ancora più difficile. Apprezzo questo sforzo compiacendomi del narrato. Mi permetto solo di suggerire all'autrice una maggiore ricerca della metafora senza la quale la poesia non può essere definita tale... per il resto mi complimento invitando La Daga a continuare questa strada con passione verso la parole e continua ricerca di un'espressività meno discorsiva e più poetica.
dolce poesia di una tristezza e malinconia vissuta... un dolore che lacera il cuore ...piangono gli occhi che ancora aspettano speranzosi qualcosa che mai più potrà tornare (purtroppo e lo so!)... Il ricordo della voce non può svanire, il suo viso lo ricorderai attraverso foto ed immagini sbiadite solo dal tempo... il buio è ancora ora intenso ma la tua giovane età...ti darà la forza e la speranza che la vita è anche bella da vivere e piena di gioia... e di sorrisi... la morte chiude un'esistenza ingiustamente ma non l'amore che si ha dentro... Un abbraccio a te splendida piccola poetessa...
Sarà pure una mela verde ma quando si riesce a mettere così tanto in una poesia beh... tanto di cappello. La poesia è questo sentimento, un flusso di forte emozioni a volte terribilmente graffianti che fanno la differenza. Sono davvero colpito da tanta bravura. E' un urlo che attraversa in petto e lascia brivid sulla pelle! Complimenti davvero!
quasi un urlo di rabbia verso un destino che non si può comprendere, perché non possiamo e non vogliamo: come si può accettare la perdita e quel patto siglato con il fuoco con su scritto mai più? E poi il ricordo sembra svanire, i gesti la voce l'odore, sembra tutto un sogno, magari relegato a qualche foto o qualche stralcio di ricordo che nemmeno sappiamo se è inventato o romanzato o se è reale, troppo dolore ancora e sembra tutto ricoperto da un turbine di polvere, fino a quando quella polvere dolcemente si poserà al suolo e ci metterà in pace con il destino, la presenza diventerà un'ombra, un angelo un sussurro di vento tra i capelli che sempre accompagnerà chi in vita l'ha amata. E' commozione pura e dolore pervaso di nostalgia
tanto dolore, palpabile, sentito, vissuto, gronda da ogni verso... la rabbia è uno stadio, giusto, corretto, previsto, necessario all'elaborazione d'un addio su questa terra, che duri una vita intera, cui nessuna parola può dare un senso o conforto... talvolta solo nel silenzio si riesce a trovare un po' di sollievo... talvolta... difficile commentare oltre... una poesia ch'è vita, contrapposta alla morte, inaccettabile...
i versi si tocca amari si, ma veritieri e liberatori... una forma insolita ed efficace che rende l'opera subito assimilabile e simolante emozioni forti e pure... l'autrice, nonostante l'età dimostra e segna questa poesia con maturità e lucidità autentica




