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Riflessioni 1 febbraio 2012 · lettura 1 min · 1011 letture

Caduta libera

V
Valentina La Daga 11 poesie pubblicate
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Sfiora il terrore L’inquietudine che mi assale. Danzo in punta di piedi sul filo che mi tiene sospesa Oscillo tra i dubbi Cado nella paura Il respiro accelera E l’ansia cresce Nemmeno la tua voce può arrestare tutto ciò. Incomprensioni sbocciano improvvisamente Tocco il cielo prima E dopo affondo i piedi nella sabbia. Delle braccia dondolano l’altalena Instancabilmente, sempre più forte: Senso di vertigine. Mi ritrovo in quel baratro spaventoso: rabbrividisco scoprendo gli scheletri, piango vedendo ciò che ho perso. Alzo gli occhi in direzione del cielo: Buio. Una mano: La tua. Ti sporgi, mi saluti, vai via.
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L'autore
Valentina La Daga

Mi chiamo Valentina La Daga e sono nata a Napoli nel 3 luglio del 1995. Frequento il liceo scientifico e ho intenzione di intraprendere una strada che mi porti a diventare una giornalista. Mi piace tanto scrivere storie e poesie ed i miei amici, severi giudici, mi aiutano a migliorare e raffinare il mio stile.

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Commenti (5)

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Duilio Martino2 febbraio 2012

Questo per confermare che la poesia è sentire davvero... graffiare qualcosa dentro l'anima... E questa autrice ...sente... e fa sentire molto bene quello che ha dentro. La invito a scivere sempre... così sempre mai forzare... Resti pura!. I miei complimenti!

Rita Cottone2 febbraio 2012

...il pianto liberatorio che non calma che non riduce i dubbi, che non fa cambiare le cose..., fa crollare sogni e illusioni... in quel cielo c'è una stella... sempre splendente... c'è un volto, un sorriso ...di chi ha amato nella vita in maniera esagerata ...pura... limpida... vera... i suoi cari... Gli occhi si perdono nell'universo e cercano nel buio... quella mano invisibile che non ricordi più...gli occhi piangono oggi ...domani e per sempre... Hai un grande talento... continua così...

M
Moreno Tonioni2 febbraio 2012

La mela verde suggerisce al lettore la giovane età di questa illuminata autrice. La Daga con questa profonda riflessione, tratta con illuminata lucidità di un accadere che involge chiunque senza operare distinzioni di sesso età o etnia. L'attore qui descritto rivolge la sua supplica a una figura della quale ahimè, altro non resta che il dolce ricordo. La sopravvenuta mancanza di una figura guida provoca irrediabilmente un senso di smarrimento. Quindi paura inquietudine diventano compagni dai quali, non senza grande fatica staccarsi. La chiusa è roboante e penetrante. Questo è quanto io leggo nelle parole di Valentina che ringrazio invitandola a continuare il suo cammino poetico

Angela Fragiacomo3 febbraio 2012

struggente, commuove fino alle lacrime questo incedere, tra le ansie e i dubbi che assalgono e la solitudine che acquisce il buio, dove appaiono scheletri... infine la chiusa, quella mano, là...da dove non si può toccare, ma sempre presente, a vegliare... c'è... davvero molto suggestiva, fluisce in immagini che mozzano il fiato... apprezzata molto

Bella poesia, dove si evidenzia tutto quel dolore, quella tristezza verso le cose che nella vita hai pultroppo perso. Tutto ciò ti opprime, sino a spventari a morte, ma fortunatamente in tu aiuto è accorso qualcuno, che sentendo chiaro e forte il tuo spasmo, ti ha tirato su ed ha evitato per poco che tu cadessi in buio e orribile bartro. Davvero senza parole... una poesia riflessiva, degna di una grande poetessa!