Parole mute
Nicolina Macari
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Ho toccato il mare
di raggio riluce con i tuoi occhi
l'ansimare intessuto del suo orlo
L'ho ascoltato con il tuo sentire leggero
portare trascinante musica
selvaggia spuma
in ogni fremito di palpito
Nobile stillare grappoli
in pulviscoli spruzzi
custoditi d'ampolle di sale
sorgente nel tintinnio
come pensiero di rimando
I minuti si vestono
e si svestono
insistono a scender lenti, indelebili...
di poesia e muta voce
Improvvisamente
mi stringe forte la mano
nello spartito maestoso
sublimandone le orme
A cosa servono le parole!
©
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