Mater

Tremavo
prima di uscire dal tuo grembo
la tua paura era la mia
già scritta dentro
di non memoria
eco ovattata d'una nenia bisbigliata
mi risuona,
chiara
rapsodia più forte della gioia
era la ruga
che s'incarnava d'ombra sul tuo viso
tiranno, più del miracolo subìto
era il tuo pianto
presagio di un destino tramandato
smanioso
nel fiato condiviso
piangevo
come sapessi
nutrendomi all'amaro di quel dono
che temevi
crescendo frutto dei tuoi fragili vent'anni
senza radici
in terra vergine d'amore
poi, quanto protese le tue braccia
greve
fu il nostro sterile retaggio,
orme
senza impronte.
©
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
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