Scippare il sole

decidemmo di scippare il sole dalle rette collimanti assi delle nostre parallele
ascensionali
ci bastò una sola isola verticale
un paradosso di crescente disinteresse
fondemmo qualche scadente sillaba
forammo doppivetri coibentati e serrande inacidite
rotolarono sbiechi bulloni grattati di ruggine
nessuno sembrò curarsene
e quando si rincorsero le domeniche
al lunedì noi tracciammo a matita
impronte sciatte sulla neve sciolta
per essere imperfetti giusto una volta
nella vita senza rancore senza sensi d’inferiorità
annaspando nel ragù alla bolognese
fritti impanati d'ingiusta differenza
servi di partito
delle classi sociali di famiglia
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Commenti (2)
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Barba25 gennaio 2012
Un viaggio nel proprio viaggio, e passaggi di splendida poesia. "per essere imperfetti giusto una volta nella vita senza rancore senza complessi d'inferiorità"
EnzoL25 gennaio 2012
condivido il pensiero di Barba, trovo fortemente evocativa questa poesia, fatta di immagini dentro le immagini calzanti le metafore e m'aggrada molto 'l'imperfezione agognata' ottima, anche gli spazi
