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Sociale 26 gennaio 2012 · lettura 2 min · 813 letture

L'eterna ballata

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march35 12 poesie pubblicate
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Amava la sua casa, amava la sua terra, amava anche il lavoro e i fiori della serra. Amava la campagna, il tramonto e il sole d'oro. Amava gli animali, la gente e il mondo intero. Il lavoro, per lui, era preghiera, il cuore era sincero. Gl'imposero un bel giorno: "Vai in un'altra terra, "vai, guardati all'intorno, "vai per la tua gloria, "vai a far la guerra, "vai a far la storia! ". Lui giunto in quel paese, col cuore colmo e triste, già si guardava in giro: Ai lati delle piste gli stessi prati, i fiori e il volo degli uccelli! Non gli sembrava onesto rubare a quelle genti i campi e i suoi ruscelli, il fieno e le sementi! Gli pesava fra le braccia quello strumento nero che gli donava i crampi. Era triste la sua faccia. Vide altri ragazzi, nascosti nelle fosse, spiare spauriti quell'uomo e le sue mosse. Il cuore non gli resse, il petto gli scoppiava, un pianto prepotente dagli occhi gli sgorgava e nel gettare in terra strumento e bandoliera, lui non sentì arrivare il "fiore" della guerra. Liberato dei suoi panni e nel volare in cielo, leggero e senza affanni, lui vide come un velo, il sangue suo irrorare un fiore ed il suo stelo.
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march35
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