A cuor leggero

Per brevità rispondo "bene"
a chi mi chiede "come stai"
ma in verità c'ho mille pene
ed una lista piena di guai
nel doppio fondo di un cappotto
che non indosso quasi mai
anche perché, se poi lo metto,
so già che tu scomparirai.
E allora vado a cuor leggero
tanto, col freddo che c'è qua,
ognuno pensa al suo riparo,
nessuno che ti scalderá.
O forse, tra la gente tua,
qualcuno un'ora ti offrirà
finché vedrà la sua coperta
che ai piedi non lo scoprirà.
E allora viaggio a cuor leggero
perché è così che tu mi vuoi
fratello, amico o sconosciuto
giuro: non mi sopporterai
perché é la vita che ho imparato
quella di non pesare mai,
quella di un bacio, di un saluto
e un doveroso "come stai".
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Commenti (2)
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Oriella Del Col25 gennaio 2012
Una rima lieve come leggero vuol essere il cuore, ma dietro questo garbato sorriso si sente tutta la bellezza di un animo gentile che nasconde con dolcezza un sentire intenso.
codiceluna25 gennaio 2012
Nello stile mi ricordi un caro amico poeta. L'ironia (e ancor più l'autoironia) in realtà spesso è un po' come il trucco per il clown: dovrebbe mascherare una grande amarezza ma che non sfugge ad un occhio attento o animo sensibile che dir si voglia. Poesia apprezzata per intero, complimenti!

