Triste

Triste.
Il silenzioso inverno è giunto.
Con sé il triste sonno dei rami,
il gelare della terra.
Il gelo dei cuori già c’era.
L’aridità dei sentimenti
lascia il posto ad affetti preparati,
a legami del momento.
A sguardi e sorrisi che paiono addobbi,
riesumati per l’occasione, per la festa.
Come fosse impossibile magia,
la tristezza dell’esserci s’accantona,
per dare spazio al falso e ipocrita
augurio di felicità.
Domani sarà passato, il buono scordato,
torneranno le solite falsità,
gli indugi del darsi,
la difficoltà nel prodigarsi.
E tutto tornerà nel tremendo reale,
tutto tornerà com’era.
E quindi, Buon Natale.
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Commenti (4)
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Oceanogaga17 dicembre 2006
fulvi come ti capisco... io odio il natale... mi mette un’angoscia... un apatia... comunque bravo come sempre...
R
Raffaella Picotti17 dicembre 2006
com'e' vero quello che dici... e' triste questo mondo travestito a festa... dal piu' profondo del cuore un raffaella
Zima17 dicembre 2006
Eh si... è proprio così, ma mi piace pensare, forse ingenuamente, che quei sorrisi di felicità, almeno x un giorno siano sinceri e nn semplici maskere di ipocrisia! bella
Ferny Max Curzio17 dicembre 2006
Tutta la poesia è profonda, arguta skietta... anke se 1 poco sa di stretta al cuore per il dispiacere d'1 quadro così orripilante. La kiusa poi, col ritorno al rassicurante augurio di prammatica, è da manuale! , da


