Emigrano i nostri giovani
Commenti (22)
Un figlio ed è in Germania Capisco è comprendo come madre e come Italiana. Poesia condivisa per gli stessi sentimenti.
Nè valige di cartone, né abiti sdruciti... Ma il dolore del distacco e la speranza di un futuro restano uguali e destano la stessa tristezza in chi parte e in chi resta. Parole dettate dal cuore che arrivano ed emozionano il lettore.
un dolore grande vedere i propri cari costretti ad abbandonare la terra natia che nulla offre ed anche per chi parte pieno di delusione e di amarezza... lirica molto sentita
Tempi difficili per i nostri figli, in cerca di una sistemazione lavorativa, che talvolta troveranno in paesi stranieri... Poesia molto apprezzata
è proprio questo che fa salire la rabbia dover essere costretti ad andare a lavorare in un altro paese, altro che crescita...! molti dei nostri figli purtroppo partiranno, ma il bello è che conosco anche gente 50ennne costretta a farlo!!! e questo mi fa arrabbiare davvero troppo!! perché il nostro era davvero un gran bel paese!!! come sempre centri il bersaglio!!!
Prima o poi i figli se ne vanno, non conta la lontananza, vicini o a chilometri di distanza l'importante è il sentimento che rimane e poi con tutti i mezzi di comunicazione che abbiamo adesso. Mia figlia era con noi ieri a festeggiare il suo compleanno, in collegamento su skype! Eh sì... si soffre, ma l'importante è vedere che stanno bene. Ottima riflessione, brava l'autrice che come sempre emoziona.
Nei bei versi emerge il dolore della mamma al saluto del figlio. Questa è purtroppo la globalizzazione. Nostri cervelli che se ne vanno, tante braccia, di vari colori, che arrivano. Molto toccante e apprezzata.
Situazione, questa della disoccupazione, purtroppo reale per milioni di giovani, tra cui i nostri figli, costretti a cercare il proprio futuro lontani dalla loro terra, dai nostri occhi. Situazione che si ripresenta, noi che speravamo in un futuro migliore dobbiamo abbassare la testa, e ancora una volta rinunciare alla presenza ravvicinata di quei valori che la società di oggi ci porta via. Una poesia molto ma molto condivisa... e teneramente triste. Complimenti!
tempo di crisi tempo di tristi addii della parte più bella di noi genitori che deve cercare la sua strada... molto bella e condivisa
Toccata dai versi che sento particolarmente, amara poesia, realtà contemporanea che credevamo persa nel tempo... Emozionante Apprezzata ... molto
la sento moltissimo è meravigliosa... la delicatissima scia dei versi, manta il dolore affettivo di chi si trova in eguale sentire... compreso me che ho già visto mio figlio partire...è stupenda POESIA, travolge il cuore per le sentite parole... poetessa complimenti e lode per il fascino poetico che col cuore hai impresso
Commozione invade il cuore – un momento questo da tutti molto sentito, nel quale siamo costretti a fare i conti per tirare avanti con dignità. Credo che il dolore di una madre non verrà mai capito abbastanza. Sentitissima.
Un tema a me molto caro quella della emigrazione al quale ho dedicato una buona parte dei miei scritti... il che mi fa particolarmente apprezzare questa lirica che chiude con una benedizione... alquanto significativa. Piaciutissima!
Poesia triste, trasmette quasi il vociare dei giovani con tutta la loro incoscienza, con il mondo nelle mani avviarsi all'oscuro per bisogno o per ... chissà; bella anche se molto dolorosa, apprezzata molto
un testo molto triste e ahimè molto vero, sempre più giovani e non solo lasciano il proprio paese alla ricerca d'altro, di serenità... una merce pregiata che ormai scarseggia in ogni dove... ottima
E' una triste realtà che personalmente mi fa tanta rabbia. Triste anche questa lirica che riflette sulla necessità di emigrare (come avvenne tanti anni fa) per poter lavorare. Per fortuna che il lavoro è un diritto!!
Versi molto sentiti che esprimono tutto il dolore di una madre costretta a veder partire il proprio figlio per un paese lontano pur di costruirsi il suo avvenire... Ma una madre sa dare la propria benedizione al figlio serbando il dolore nel suo cuore... Poesia toccante e ben scritta.
Purtroppo un diritto negato, speranze deluse e dolore per chi va e per chi resta. Un paese civile dovrebbe prima di ogni cosa garantire il lavoro a tutti e dico a tutti. I nostri figli sono amreggiati e noi li guardiamo impotenti a causa dell'ingordigia di chi governa e ha governato pensando a ben altro che al bene del proprio paese e del proprio popolo.
provo dispiacere per il distacco descritto nella bella poesia e un moto di rabbia s'accende in me contro la classe politica italiana che non riesce a trattenere giovani per farli lavorare nella propria patria.
Anche se in condizioni diverse, il motivo è sempre quello: lavoro scarso e incapacità di ampliare i limitati orizzonti che i nostri politici hanno davanti. Quanto si porebbe fare per rendere l'esistenza meno amara a tutti! Ma si sciupa il denaro raccolto sempre dai soliti contribuenti. La tua lirica è amara, coinvolgente, come il tuo dolore di madre. Anche se i figli "sono frecce" con la loro traiettoria...
E' un po' anche la mia storia, anche io dopo la Laurea ho lasciato l'Italia e da 5 anni vivo e lavoro a Londra. E’ tremendo e amorale che il lavoro sia una necessità e non un diritto. Ed è ancora più amorale il fatto che, fare un lavoro che ci piace sia una possibilità, un privilegio soprattutto in Italia, quando invece è UN DIRITTO DELL’ESSERE UMANO. Noi giovani non siamo merce di scambio, crediamo ad un cambiamento ad un miglioramento e lo cerchiamo ovunque si intraveda, a costo di lasciare affetti e casa, perché abbiamo il diritto di fare un lavoro che ci piace e per il quale spesso abbiamo studiato per anni con impegno e sacrificio, compreso quello economico delle nostre famiglie.
quando i figli vanno per la loro strada lo smarrimento per un genitore è unico... una parte di noi va via... purtroppo la scelta di chi decide di trovar rimedio ad una vita che non offre opportunità è obbligata... versi che conservo... profonda e commovente verità...

















