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Sociale 26 gennaio 2012 · lettura 1 min · 1259 letture

Emigrano i nostri giovani

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Citarei Loretta Margherita 1097 poesie pubblicate
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uccelli migratori lasciano il nido spinti dal bisogno, per avere il diritto al lavoro, in patria negato. Dignitosi in coda negli aeroporti, a sciami sui treni, piccole api operose arricchiranno l'ospitante paese. Sono giovani con vive, accese speranze nel cuore. Diversi appaiono nell'aspetto da coloro che secoli prima lasciarono la patria in cerca di fortuna, non più valige di cartone ne abiti lisi, ben vestiti, coi cellulari paion più turisti che emigranti. Ma sui loro visi stampato è lo stesso antico dolore, la stessa rabbia nel lasciare la patria amata, gli occhi umidi al ricordo del bacio d'addio della mamma, dell'abbraccio dei parenti ed amici d'una promessa d'amore stampata sulle labbra della fidanzata. Sono tutti nostri figli che se ne vanno molti di loro forse mai più torneranno. Per loro solo una preghiera dal cuore: aiutali e proteggili, sempre benedicili, Signore.
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Mio figlio minore, come migliaia di altri giovani italiani è in procinto di partire per lavorare in un altro paese, un fenomeno da qualche anno in crescita quello delle emigrazioni, causa malgoverno, personalmente come madre soffro come un cane per il distacco.

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Citarei Loretta Margherita
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Commenti (22)

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M
Maria Rosy26 gennaio 2012

Un figlio ed è in Germania Capisco è comprendo come madre e come Italiana. Poesia condivisa per gli stessi sentimenti.

Pierangela Fleri26 gennaio 2012

Nè valige di cartone, né abiti sdruciti... Ma il dolore del distacco e la speranza di un futuro restano uguali e destano la stessa tristezza in chi parte e in chi resta. Parole dettate dal cuore che arrivano ed emozionano il lettore.

carla composto26 gennaio 2012

un dolore grande vedere i propri cari costretti ad abbandonare la terra natia che nulla offre ed anche per chi parte pieno di delusione e di amarezza... lirica molto sentita

Silvia De Angelis26 gennaio 2012

Tempi difficili per i nostri figli, in cerca di una sistemazione lavorativa, che talvolta troveranno in paesi stranieri... Poesia molto apprezzata

Paola Galli26 gennaio 2012

è proprio questo che fa salire la rabbia dover essere costretti ad andare a lavorare in un altro paese, altro che crescita...! molti dei nostri figli purtroppo partiranno, ma il bello è che conosco anche gente 50ennne costretta a farlo!!! e questo mi fa arrabbiare davvero troppo!! perché il nostro era davvero un gran bel paese!!! come sempre centri il bersaglio!!!

Mario Contini26 gennaio 2012

Prima o poi i figli se ne vanno, non conta la lontananza, vicini o a chilometri di distanza l'importante è il sentimento che rimane e poi con tutti i mezzi di comunicazione che abbiamo adesso. Mia figlia era con noi ieri a festeggiare il suo compleanno, in collegamento su skype! Eh sì... si soffre, ma l'importante è vedere che stanno bene. Ottima riflessione, brava l'autrice che come sempre emoziona.

f
filiberto26 gennaio 2012

Nei bei versi emerge il dolore della mamma al saluto del figlio. Questa è purtroppo la globalizzazione. Nostri cervelli che se ne vanno, tante braccia, di vari colori, che arrivano. Molto toccante e apprezzata.

Rita Minniti26 gennaio 2012

Situazione, questa della disoccupazione, purtroppo reale per milioni di giovani, tra cui i nostri figli, costretti a cercare il proprio futuro lontani dalla loro terra, dai nostri occhi. Situazione che si ripresenta, noi che speravamo in un futuro migliore dobbiamo abbassare la testa, e ancora una volta rinunciare alla presenza ravvicinata di quei valori che la società di oggi ci porta via. Una poesia molto ma molto condivisa... e teneramente triste. Complimenti!

Midesa26 gennaio 2012

tempo di crisi tempo di tristi addii della parte più bella di noi genitori che deve cercare la sua strada... molto bella e condivisa

Patrizia Ensoli26 gennaio 2012

Toccata dai versi che sento particolarmente, amara poesia, realtà contemporanea che credevamo persa nel tempo... Emozionante Apprezzata ... molto

la sento moltissimo è meravigliosa... la delicatissima scia dei versi, manta il dolore affettivo di chi si trova in eguale sentire... compreso me che ho già visto mio figlio partire...è stupenda POESIA, travolge il cuore per le sentite parole... poetessa complimenti e lode per il fascino poetico che col cuore hai impresso

Berta Biagini26 gennaio 2012

Commozione invade il cuore – un momento questo da tutti molto sentito, nel quale siamo costretti a fare i conti per tirare avanti con dignità. Credo che il dolore di una madre non verrà mai capito abbastanza. Sentitissima.

Duilio Martino26 gennaio 2012

Un tema a me molto caro quella della emigrazione al quale ho dedicato una buona parte dei miei scritti... il che mi fa particolarmente apprezzare questa lirica che chiude con una benedizione... alquanto significativa. Piaciutissima!

S
Sadness26 gennaio 2012

Poesia triste, trasmette quasi il vociare dei giovani con tutta la loro incoscienza, con il mondo nelle mani avviarsi all'oscuro per bisogno o per ... chissà; bella anche se molto dolorosa, apprezzata molto

EnzoL26 gennaio 2012

un testo molto triste e ahimè molto vero, sempre più giovani e non solo lasciano il proprio paese alla ricerca d'altro, di serenità... una merce pregiata che ormai scarseggia in ogni dove... ottima

Fiammetta Campione26 gennaio 2012

E' una triste realtà che personalmente mi fa tanta rabbia. Triste anche questa lirica che riflette sulla necessità di emigrare (come avvenne tanti anni fa) per poter lavorare. Per fortuna che il lavoro è un diritto!!

Cinzia Gargiulo26 gennaio 2012

Versi molto sentiti che esprimono tutto il dolore di una madre costretta a veder partire il proprio figlio per un paese lontano pur di costruirsi il suo avvenire... Ma una madre sa dare la propria benedizione al figlio serbando il dolore nel suo cuore... Poesia toccante e ben scritta.

Purtroppo un diritto negato, speranze deluse e dolore per chi va e per chi resta. Un paese civile dovrebbe prima di ogni cosa garantire il lavoro a tutti e dico a tutti. I nostri figli sono amreggiati e noi li guardiamo impotenti a causa dell'ingordigia di chi governa e ha governato pensando a ben altro che al bene del proprio paese e del proprio popolo.

P
Paolo Morganti26 gennaio 2012

provo dispiacere per il distacco descritto nella bella poesia e un moto di rabbia s'accende in me contro la classe politica italiana che non riesce a trattenere giovani per farli lavorare nella propria patria.

rosanna gazzaniga26 gennaio 2012

Anche se in condizioni diverse, il motivo è sempre quello: lavoro scarso e incapacità di ampliare i limitati orizzonti che i nostri politici hanno davanti. Quanto si porebbe fare per rendere l'esistenza meno amara a tutti! Ma si sciupa il denaro raccolto sempre dai soliti contribuenti. La tua lirica è amara, coinvolgente, come il tuo dolore di madre. Anche se i figli "sono frecce" con la loro traiettoria...

Jade27 gennaio 2012

E' un po' anche la mia storia, anche io dopo la Laurea ho lasciato l'Italia e da 5 anni vivo e lavoro a Londra. E’ tremendo e amorale che il lavoro sia una necessità e non un diritto. Ed è ancora più amorale il fatto che, fare un lavoro che ci piace sia una possibilità, un privilegio soprattutto in Italia, quando invece è UN DIRITTO DELL’ESSERE UMANO. Noi giovani non siamo merce di scambio, crediamo ad un cambiamento ad un miglioramento e lo cerchiamo ovunque si intraveda, a costo di lasciare affetti e casa, perché abbiamo il diritto di fare un lavoro che ci piace e per il quale spesso abbiamo studiato per anni con impegno e sacrificio, compreso quello economico delle nostre famiglie.

Giacomo Scimonelli27 gennaio 2012

quando i figli vanno per la loro strada lo smarrimento per un genitore è unico... una parte di noi va via... purtroppo la scelta di chi decide di trovar rimedio ad una vita che non offre opportunità è obbligata... versi che conservo... profonda e commovente verità...